
(Un) Verso (per) Gaza si unisce alla missione ‘Global sumud flotilla’ e diventa parte dell’equipaggio di terra. Sono le ore 18 di domenica 21 settembre. Lungo il vialetto del campo di Marte, si è autoconvocata la piazza silenziosa dei cittadini che sostengono il popolo palestinese e la missione della Global sumud flotilla: 300 persone sono restate in piedi in silenzio, esprimendosi attraverso versi e installazioni contro il genocidio in corso a Gaza.
Il grido del silenzio
Tra i versi alcuni dello scrittore palestinese Mahmoud Darwish, il poeta dei vinti, tratti dalla sua opera più famosa ‘stato d’assedio’. C’è posto anche per la canzone di Ghali, ‘Casa mia’ , nel cui testo si fa riferimento a ciò che da ottobre 2023 sta succedendo a Gaza. Quello di oggi è stato il terzo evento a cui la città di Crema ha dato origine. Sostenuto da Paolo, Marina, Giovanna e Denise, portavoce informali sul territorio di questo gruppo spontaneo e autocostituito, ‘Un verso poetico per Gaza’ si è riunito per la prima volta il 16 giugno di quest’anno a Milano, diffondendosi poi in molte realtà cittadine. “Chiediamo versi poetici e silenzio perché sono più forti di tante parole violente”, dice Giovanna.
Non violenza
“Noi appoggiamo qualunque iniziativa in sostegno del popolo palestinese che sia non violenta nel pensiero, nelle parole e nelle azioni”. E ancora: “L’Italia popolare, intesa come gruppo di liberi cittadini, si è mossa: ogni giorno in ogni città c’è una manifestazione. Vorremmo che fosse il governo italiano a non restare in silenzio. Da quando sono salpate le barche da Genova noi ci sentiamo parte dell’equipaggio di terra della Global sumud flotilla”. Dopo 60 minuti di silenzio un gruppo di giovani arabe, velate, ha dato voce alle richieste di tutti coloro che hanno partecipato al grido di ‘Free palestine’ e ‘giù le mani dai bambini’. “Purtroppo ci rivedremo ancora”, dicono a voce bassa i manifestanti, mentre il sit in si scioglie.
