22-02-2024 ore 12:05 | Politica - Crema
di Giulia Tosoni

Crema, via Cadorna. Italia Viva: 'il problema è anche del territorio, serve un ponte provvisorio'

La cabina di regia di Italia Viva, composta da Tiziano Guerini, Simone Beretta, Enzo Bettinelli, Giovanni Delogu e Paola Orini ha incontrato la stampa per discutere sulla situazione di via Cadorna. “Il ponte sul Serio non può essere chiuso per un anno senza un’alternativa valida. Serve un ponte provvisorio”, ha esordito il consigliere Beretta. “Questa conferenza è stata fatta volutamente dopo le due assemblee di Castelnuovo e san Bernardino perché non ne siamo usciti rincuorati. Da due settimane abbiamo richiesto tutto il materiale relativo al ponte, perché vogliamo approfondire questo tema. Studiate le carte avremo modo di informare i cittadini delle responsabilità che hanno portato a bandire una gara di appalto, aggiudicandola per poi annullarla”.

 

Attenzione su via Cadorna

“La città ha troppi problemi aperti e parecchi non risolti da anni, considerata l’aggravante che questa amministrazione è in continuità con altri dieci anni governo – ha constatato Giovanni Delogu – e proprio su questi vorremmo mantenere aperta l’attenzione ed il confronto perché si arrivi alla loro risoluzione. Oggi siamo qui per un problema attuale: il ponte di via Cadorna”.

 

Un problema del territorio

“Essendo referente del territorio il problema del ponte non è solo della città ma anche del cremasco – ha spiegato Paola Orini - si tratta di un punto strategico per tutto il territorio. I ristori per i commercianti non bastano a risolvere il problema. A Crema, con ancora il ponte aperto già si fanno troppi giri, non vogliamo pensare cosa accadrebbe con la sua chiusura. Noi siamo disponibili a collaborare con l’amministrazione, vogliamo però che le problematiche siano affrontate perché è il compito delle amministrazioni”.

 

Vogliamo azioni concrete

“Mi sono sorte varie domande a seguito dell’incertezza e della titubanza mostrata dall’amministrazione comunale”, ha aggiunto Enzo Bettinelli. “È proprio indispensabile la chiusura di un anno? Non è opportuno sentire altre imprese? Cos’ha fatto cambiare idea al progettista tra la prima e seconda fase? Cos’è successo in 4 anni? Questa città deve smettere di rincorrere i problemi e pesare ad agire”. 

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