22-02-2021 ore 14:25 | Politica - Dall'italia
di Sara Valle

Governo Draghi. Prorogato fino al 27 marzo il divieto di spostamento tra le regioni

È stato prorogato fino al 27 marzo il divieto di spostamento tra regioni, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Resta comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Vietati in zona rossa gli spostamenti verso abitazioni private. In zona gialla e arancione è consentito spostarsi una sola volta al giorno nel limite di due adulti con figli minori di 14 anni. Nelle zone arancioni, per i comuni con popolazione non superiore a 5 mila abitanti, sono consentiti gli spostamenti anche verso comuni diversi, purché entro i 30 chilometri dai confini. Questo, in estrema sintesi, quanto prevede il decreto approvato oggi dal consiglio dei ministri. La decisione recepisce quanto emerso dal confronto governo - regioni avvenuto ieri sera. Nelle scorse ore le Regioni, in vista del Dpcm, avevano fatto pervenire al ministro della salute Roberto Speranza e a quello per affari regionali e autonomie Mariastella Gelmini una serie di proposte. Anzitutto la revisione del sistema di regole che definisce l’entrata e l’uscita dalle diverse zone. “È necessaria una semplificazione, con la contestuale revisione dei criteri e dei parametri di classificazione. Serve un’analisi approfondita dei luoghi e delle attività, anche in base ai dati di rischio già accertati” aveva spiegato il presidente Bonaccini.

 

Indennizzi

Altro punto migliorabile è quello della comunicazione: “occorre che le misure siano conosciute con congruo anticipo e tempestività dai cittadini e dalle imprese”. Le Regioni chiedono una programmazione delle attività sulla base “di una diversa organizzazione dell'esame dei dati della cabina regia, delle ordinanze e della relativa decorrenza” Peraltro, “contestualmente a provvedimenti restrittivi per singoli territori, devono attivarsi indennizzi per le categorie coinvolte, tanto a livello nazionale, quanto a livello regionale. A tal riguardo, si rende opportuno l’ampliamento della cabina di regia ai ministri dello sviluppo economico, dell’economia e degli affari regionali al fine di dosare gli impatti delle decisioni sui cittadini e le imprese”.

 

Vaccini e scuola

Sulla campagna vaccinale le Regioni chiedono di “reperire più dosi” e si mettono a disposizione “ nelle forme e nei modi utili e possibili, a partire dal coinvolgimento diretto di aziende e filiere nazionali”. L'ultima proposta riguarda la scuola. Secondo le Regioni bisognerebbe “qualificare l’attività scolastica ed universitaria (al pari delle altre attività) con un’apposita numerazione di rischio, anche tenendo conto dei dati oggettivi del contagio nelle istituzioni scolastiche e nel contesto territoriale di riferimento. Occorre, in ogni caso, implementare le forme di congedo parentale, nonché prevedere ulteriori risorse economiche a sostegno dei genitori, nel caso di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per aggravamento della situazione epidemiologica. E’ inoltre necessario che ogni regione sia messa nelle condizioni di poter garantire la vaccinazione ai propri insegnanti residenti ed assistiti, indipendentemente dalla regione in cui prestano servizio”.

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