21-03-2023 ore 20:42 | Politica - Cremasco
di Denise Nosotti

Consorzio allarga i suoi servizi oltre confine. Aperte le trattative con il lodigiano e non solo

L’area omogenea cremasca allarga i suoi orizzonti o meglio, il suo braccio operativo, Consorzio informatica e territorio sta espandendo la sua attività al di là dei confini dei 48 comuni aderenti al progetto politico guidato da Gianni Rossoni. L’interesse quindi non è solo cremasco. Sono in costante crescita le richieste dei comuni che hanno manifestato la volontà di divenire nuovi soci del Consorzio. Facciamo chiarezza. Gli ex soci di Scrp rientrati: Soncino, Salvirola, Romanengo, Ticengo, Trescore e Casale Cremasco, Casaletto di Sopra e Palazzo Pignano. Veniamo ai comuni che hanno già formalizzato l'interesse a divenire soci: Acquanegra, Grumello, san Bassano, Crotta d’Adda e Paderno Ponchielli nel cremonese, Merlino nel lodigiano e Castel Goffredo nel mantovano. Sono in corso interlocuzioni avanzate con i comuni di Sesto ed Uniti, Cappella Cantone e Spinadesco, alcuni comuni del lodigiano e soprattutto con la provincia di Lodi.

 

‘Richieste dai comuni’

Il presidente Rossoni si dice molto soddisfatto del percorso che Consorzio it e l’area omogenea stanno compiendo: “Il consorzio sta tessendo rapporti con i comuni sull’asta dell’Adda e anche con qualche comune del lodigiano (oltre a Merlino)”. Questo grazie all’attrattività dei servizi offerti dal braccio operativo dell'area omogenea, quali ad esempio “le Cer, le comunità energetiche rinnovabili, la digitalizzazione dell’anagrafe, gli uffici tecnici associati. Consorzio sta intercettando delle opportunità che i comuni stanno chiedendo ben oltre i confini dei 48 comuni del cremasco”. È risaputo infatti che il progetto ‘area omogenea’ è preso ad esempio da altre realtà che gravitano intorno alla provincia di Cremona. L’obiettivo è di crearne altre due, un'area cremonese e un'area casalasca. L’avvicinamento al territorio lodigiano e addirittura mantovano è solo un primo passo compiuto da Consorzio it. Il presidente Rossoni non esclude che l’attività dell’azienda possa estendersi anche ad altri territori come il trevigliese, per esempio, a seconda delle esigenze che presenteranno i comuni.

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