20-11-2025 ore 18:04 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Crema. Ospedale Maggiore, l’attuale situazione del personale e le prospettive di sviluppo

La sanità pubblica sta attraversando una profonda fase di crisi. In questo contesto, il territorio cremasco deve mantenere alta l’attenzione sulla “situazione del personale e sulle prospettive di sviluppo dell’ospedale Maggiore di Crema”. Il punto è chiaro: manca personale, medico e infermieristico. Sulla situazione sanitaria locale, il consigliere regionale Matteo Piloni ha presentato un’interrogazione all’assessore Bertolaso: “mi aspetto risposte politiche, di visione e strategia, non solo risposte tecniche”. Sullo stato di salute del presidio ospedaliero cremasco, il testo dell’esponente del Partito democratico è inequivocabile: “Sono in sofferenza o in attesa di riorganizzazione funzionale la pediatria, che necessita di personale dedicato e copertura h24, il centro trasfusionale, la radiologia per la quale si attendono chiarimenti sull’organizzazione del servizio e sulla disponibilità di professionisti, la psichiatria, l’ortopedia e l’oculistica, quest’ultima recentemente riconosciuta come struttura complessa ma con davanti la sfida dell’abbattimento delle sfiancanti liste d’attesa”.

 

Valorizzare il personale

Il tema è noto e di non facile soluzione. Il 3 novembre scorso, la regione Lombardia ha posto le basi (DM 70/2015) per la ridefinizione della rete Hub & spoke. La delibera evidenzia “la necessità di rafforzare la dotazione organica e le competenze specialistiche dei presidi di rete, promuovendo politiche di valorizzazione e fidelizzazione del personale sanitario, anche al fine di contrastare la carenza di professionisti e il fenomeno del turnover”. Secondo Piloni, “se nelle medie e grandi città si riesce a fronteggiare la situazione, l’elemento di forte criticità, strutturale, riguarda in particolare i territori di periferia come il nostro. Al netto degli sforzi che ogni direzione compie, con gli strumenti che ha a disposizione, credo che dobbiamo pretendere che la regione si impegni di più e meglio sugli ospedali come il nostro”.

 

Qualità della vita

La carenza di personale aumenta la richiesta e la concorrenza è spietata. Entrano in gioco l’appetibilità della struttura, la qualità della vita, l’accesso ai servizi. “L’ospedale di Crema non ha una mensa interna, non può mettere alloggi a disposizione del personale, in particolare per chi viene da fuori. Crema è stata lungimirante nel dar vita al corso di infermieristica, ma i numeri sono in calo e non si riesce a soddisfare il fabbisogno del territorio. Inoltre, al sud si stanno riaprendo i concorsi e molte persone, comprensibilmente, stanno facendo ricorso alla mobilità per riavvicinarsi a casa”. Secondo Piloni “la regione potrebbe intervenire con investimenti mirati, ad esempio con una mensa interna e con alloggi messi a disposizione del personale, almeno per i primi mesi di servizio. Sarebbe un grande aiuto, perché anche nel Cremasco gli affitti non sono sempre alla portata di tutti”.

 

Ex tribunale

Soprassedendo sui problemi arrecati dalla soppressione della sua funzione e soprattutto dall’accorpamento con la lontanissima Cremona e non con la vicina Lodi, l’ex tribunale di Crema è ora della regione, grazie al concambio con gli Stalloni di via Verdi. “Dell’ex tribunale – sostiene Piloni – si parla troppo poco. Mentre il comune sta attuando una strategia chiara, lungimirante, investendo risorse importanti sulla struttura degli Stalloni, credo che la regione Lombardia debba prestare maggiore attenzione all’immobile di via Libero comune. Potrebbe sfruttarlo per potenziare e rendere più attrattivo l’ospedale. Ospita i corsi di infermieristica, che vanno assolutamente mantenuti: la presenza del corso aiuta, ma il futuro dell’ex tribunale va discusso, deve nascere ed essere mantenuto nel tempo un dibattito. La materia è territoriale, non riguarda esclusivamente la città di Crema”.

 

Risposte politiche

L’obiettivo è “mantenere puntati i riflettori sulla sanità locale e sentire a livello politico quali siano le intenzioni della regionale, cosa può e vuole fare per valorizzare i presidi come quello di Crema. Chiedo all’assessore Bertolaso di avere il quadro completo. Sono consapevole che le difficoltà sono di tutti ma il peso è diverso sui territori. Sono passati 10 anni dalla grande battaglia per l’autonomia, non è più messa in discussione, non ho dubbi, ma tutti gli strumenti possibili per valorizzare personale e servizi vanno messi in campo. Voglio avere risposte politiche da Bertolaso: non credo che si stia facendo tutto il possibile da parte della giunta e ritengo sia necessario aprire una interlocuzione tra il territorio e la giunta regionale”.

 

Il prossimo futuro

A breve anche la direzione dell’Asst perderà dei pezzi: “vanno in pensione figure apicali, importanti, soprattutto nell'ambito socio sanitario. Un ambito che dovrà assicurare una vera integrazione socio sanitaria, attraverso la presa in carico delle persone a 360 gradi, anche con lo strumento delle Case di comunità". In sostanza, a breve si provvederà “a due cambi importanti, sia per quanto rigurda la direzione sia il distretto: figure che sono un punto di riferimento. Mi auguro che le loro sostituzioni siano all’altezza, puntando sulla competenza professionale in ambito sociosanitario, indispensabile a portare avanti il rapporto tra territorio ed ospedale”. Venerdì 21 novembre il presidente della regione Attilio Fontana sarà a Crema per inaugurare la Casa di comunità: “non sarò presente. Perché ritengo che la sede di via Gramsci sia una scelta sbagliata. Fontana si era speso sulla destinazione all’ex tribunale, ma poi ha rotto con la Moratti ed è andata come tutti sappiamo. La Casa di comunità di Crema, in quel luogo, ha dei limiti di accessibilità. Il tema non è l'impegno che la direzione sta mettendo per rispettare le tempistiche, ma la scelta sbagliata della giunta regionale, anche in relazione alle difficoltà dei servizi che dovranno essere garantiti”.