Nell’ultimo consiglio comunale di Pandino, il consigliere Francesco Vanazzi è intervenuto parlando della ciclabile per cascine Gandini lungo via Castello: “La pericolosità della via, stretta e con corsia unica a doppio senso di circolazione, non illuminata, percorsa anche dai mezzi agricoli, ha visto un incremento del traffico, anche ciclo pedonale, soprattutto dopo l’apertura del supermercato a Cascine Gandini. L’idea e l'analisi dell'ampliamento della sede stradale e la realizzazione di una pista ciclabile era già in discussione quando il supermercato era ancora in fase di progettazione con l’amministrazione comunale di Palazzo Pignano e con l’allora sindaco Rosolino Bertoni. A facilitare la realizzazione della ciclopedonale si era aggiunta la realizzazione del collegamento della rete fognaria dell’abitato di Cascine con quella di Pandino da parte di Padania Acque: dopo lo scavo e la posa della tubazione, la copertura sarebbe stata fatta con uno strato di terra battuta o asfalto realizzando di fatto la pista ciclabile”.

Progetto caduto nel dimenticatoio
“A carico del comune di Palazzo il raccordo con la ciclabile che conduce alla chiesetta di cascine ed al sottopasso che porta a Palazzo; a carico di Pandino il tratto di circa un chilometro nel comune; al 50 per cento il ponte sul Tormo. Tutto era stabilito e concordato con copertura finanziaria ma, con il cambio dell’amministrazione comunale a Palazzo Pignano, si è arenato fino all”apertura del supermercato ed ad oggi è caduto nel dimenticatoio”.
‘Persa la priorità’
“Per quanto riguarda il comune di Pandino nel piano triennale delle opere, la ciclabile per Cascine era inserita nel piano delle opere pubbliche con priorità alta, da realizzare nell’anno 2026, ed un capitolo di bilancio capiente per un finanziamento con risorse proprie: bilancio 2026-28 e relativo piano delle opere pubbliche approvato dal consiglio comunale di Pandino il 29 dicembre 2025. Ora ci si domanda, se da parte dell’amministrazione comunale di Palazzo a meno di un anno dalle elezioni comunali tutto tace, sul versante di quella di Pandino l’opera sembra aver perso la priorità stabilita".
Volontà di risolvere la questione
“Confido che ci sia ancora la volontà di risolvere al più presto il problema con la realizzazione della pista ciclabile, senza ulteriori attese, nell’interesse delle comunità di Pandino e quella di Cascine/Palazzo, prima che la pericolosità del tratto di strada in questione possa causate danni ai veicoli o alle tante persone che ogni giorno vi transitano. L’incremento del passaggio in questa strada, molto frequentata anche dai pandinesi, è diventata una priorità e non ritengo praticabile la proposta di soluzione da parte del comune di Palazzo di imporre un divieto di transito del traffico proveniente da Pandino. Non è ammissibile come il sindaco di Pandino, che ha tenuto in capo anche la delega ai lavori pubblici, non voglia realizzare un’opera di grande rilevanza sia per la viabilità che per la sicurezza stradale di quell’area. Non ci sono scuse, è già tardi, ed inoltre poi con la stagione invernale la pericolosità aumenterà”.
‘Vanazzi ha proposto lo slittamento dell’opera’
Sull’argomento è intervenuto il gruppo consigliare di maggioranza. “È opportuno ricordare che fino a pochi mesi fa Vanazzi deteneva la delega ai lavori pubblici. È stato lui a proporre lo slittamento dell’intervento relativo alla ciclabile Pandino-Cascine Gandini all’anno 2028 all’interno della programmazione delle opere pubbliche. Per questo motivo sorprende leggere che oggi richiami a una priorità che lui stesso aveva contribuito a rinviare. Se oggi sostiene che l’opera fosse urgente e improcrastinabile, dovrebbe spiegare ai cittadini perché, quando aveva la responsabilità diretta della materia, ne aveva previsto lo slittamento”.
‘Programmazione complessiva’
“Lo slittamento dell’intervento è stato valutato nell’ambito di una programmazione complessiva delle opere pubbliche, a seguito della necessità di dare precedenza ad altri interventi ritenuti prioritari per la comunità. Fa sorridere che oggi il consigliere Vanazzi si presenti come il principale sostenitore di un’opera che non è riuscito a realizzare quando aveva la delega competente.
Nuovo ruolo
“Alcuni scoprono i problemi soltanto dopo aver perso il ruolo che avrebbe consentito loro di risolverli. È una forma particolare di memoria: molto debole quando si governa, sorprendentemente lucida quando si passa all’opposizione. A dire il vero, sembra che il consigliere sia tornato a fare ciò che gli è sempre riuscito meglio: il consigliere di minoranza. Probabilmente ha compreso che amministrare è un compito serio, che richiede presenza, impegno, partecipazione e assunzione di responsabilità quotidiane”.