
Il vento di Scirocco, è noto a chi è avvezzo degli argomenti marini, non solo della geografia politica provinciale, soffia con grande energia dal quadrante di sud-est, è caratterizzato da una forte afa e, talvolta, viene accompagnato, a rinforzarne gli scabrosi effetti, dalla sabbia del deserto. L'estate è alle porte e i primi caldi iniziano a presentarsi con sfacciataggine. La cronaca della sempre più appassionante saga di Padania acque, fra assordanti (imbarazzati?) silenzi e piccole, scomposte scaramucce, registra delle novità. Quanto importanti, lasciamo giudicare all'attento lettore delle vicende locali. Il coordinamento provinciale di Fratelli d'Italia si è riunito per esaminare la situazione politica relativa al rinnovo del Collegio sindacale di Padania Acque. In particolare per ricevere dei chiarimenti sul percorso di composizione della lista a sostegno del candidato capolista Matteo Romagnoli, in sinergia con il Partito democratico.
Inconciliabili visioni
Al termine di una “animata discussione” contraddistinta da “visioni opposte” e soprattutto “inconciliabili” sull'opportunità politica della scelta intrapresa, si è giunti “all'impossibilità di convergere su una posizione unanime”. La frattura ha portato alla sottoscrizione di un “documento formale di dissenso e contrarietà” rispetto alla linea “politica, decisionale e organizzativa” adottata. Documento approvato a larga maggioranza, o meglio, sottoscritto da otto dirigenti del partito sugli 11 componenti aventi diritto al voto, badate bene, “presenti alla riunione”. Il voto ha fatto quindi registrare tre astensioni, tra i quali il coordinatore. Prima facciamo un passo indietro e concentriamoci sul dibattito interno.
Numerosi sindaci civici
Per inquadrare la discussione, il presidente Marcello Ventura ha passato in rassegna le ultime vicende intercorse all'interno di Padania Acque, spiegando che la recente modifica dello statuto ha avuto un peso nella scelta del partito e ha portato alla presentazione della lista guidata da Romagnoli, dirigente del coordinamento cittadino di Fratelli d'Italia a Cremona. La lista è sostenuta “da numerosi sindaci civici”, da amministratori direttamente riconducibili al Partito democratico e di un solo sindaco di Fratelli d'Italia. Nel centrodestra Forza Italia e Lega hanno rifiutato di stendere una lista comune perché l'unico capolista possibile, per loro, era Bignami, che può vantare 22 anni di presenza nel collegio sindacale dell'azienda. Presenza evidentemente non gradita, che ha portato ad una rottura dell'alleanza del centrodestra, con l'obiettivo dichiaro di “un rinnovamento”.
Inaccettabile sostegno
Per il senatore cremasco Renato Ancorotti è “inaccettabile” che un dirigente di Fratelli d'Italia venga sostenuto dal Partito democratico in una competizione elettorale che lo vede contrapposto a una lista alternativa presentata dagli storici alleati di coalizione: Lega e Forza Italia. Una posizione sostenuta da Zabert, Milanesi e Gazzina, che hanno contestato con fermezza la strategia adottata. Trovando tutti condivisione sull'idoneità dei titoli di Romagnoli a ricoprire il ruolo di presidente del collegio sindacale, è stato però bollato come “politicamente scorretto” che un proprio dirigente si muova con il sostegno delle forze politiche di sinistra. Al quadro generale va aggiunta quella che è stata definita una “criticità organizzativa”. Il responsabile provinciale degli enti locali, Abruzzi, ha spiegato di non essere stato coinvolto in nessun modo, nemmeno consultato. Anzi, della trattativa e della definizione degli accordi col Pd sono stati interessati, pur non avendone il ruolo, Foggetti e Bertusi. La quasi totalità dei sindaci firmatari a sostegno di Romagnoli, ha aggiunto De Grazia, sono riconducibili al Pd provinciale, come il sindaco di Cremona Virgilio e il presidente della provincia Mariani. L'animata discussione che ne è seguita, ha visto le note “visioni opposte e inconciliabili” dibattere “della correttezza” e “dell'opportunità politica” della scelta intrapresa. Venendo al dunque, “constatata l'impossibilità di convergere su una posizione unanime”, Gazzina ha proposto la sottoscrizione di un documento formale di dissenso e contrarietà rispetto alla linea politica, decisionale e organizzativa adottata sulla questione Padania acque, approvato a larga maggioranza, sottoscritto da 8 dirigenti del partito provinciale sugli 11 componenti aventi diritto al voto presenti alla riunione, 3 si astengono tra i quali il Coordinatore.
Il documento integrale
Dichiarazione di contrarietà e dissenso in merito alla procedura di formazione della lista per il rinnovo del collegio sindacale di Padania acque. “Il coordinamento provinciale di Fratelli d'Italia Cremona, pur ribadendo il pieno sostegno alla figura professionale del candidato iscritto e membro del coordinamento cittadino di Cremona, individuato per la corsa al rinnovo del collegio sindacale di Padania acque, intende esprimere formalmente la propria netta contrarietà e il profondo disappunto in merito alle modalità politiche e procedurali che hanno condotto alla presentazione della lista medesima”.
Mancanza di condivisione
Si lamenta un deficit di confronto collegiale all'interno degli organi di partito, rilevando come la scelta finale di far sostenere il nostro candidato dai maggiori esponenti politici provinciali del Pd sia stata raggiunta attraverso percorsi non trasparenti e assunti da persone non autorizzate dal collegio del direttivo.
Metodo decisionale
La modalità dell'assenza dei passaggi di sintesi politica che dovrebbe caratterizzare le scelte strategiche del primo partito italiano sul territorio cremonese, ha messo gravemente in discussione se non danneggiato definitivamente i rapporti con i membri della coalizione, situazione grave in concomitanza soprattutto delle future tappe elettorali.
Tutela del partito
Il dissenso che oggi sottoscriviamo è rivolto alla tutela della dignità politica del coordinamento provinciale, che non deve essere ridotto a mero organo di ratifica di decisioni assunte altrove o in ristrette cerchie e delle persone che oggi si espongono a tutela delle direttive del partito nazionale che rappresentiamo sul territorio e che vogliamo ancora rappresentare con lealtà e orgoglio. Per tali ragioni i sottoscrittori prendono formalmente le distanze dal percorso e dal risultato conseguito sulla questione Padania acque spa". Firmato: Renato Ancorotti, Marco Micolo, Vincenzo Milanesi, Attilio Zabert, Giovanni De Grazia, Pino Vitale, Francesca Gazzina, Federico Oneta.