20-02-2026 ore 11:44 | Politica - Crema
di Gloria Giavaldi

Consorzio.it. Beretta: 'i comuni recedenti restano tali. Manca un percorso lineare'

“Se da tempo c'è l'accordo per il reintegro dei comuni recedenti dall'allora Scrp in Consorzio.it perché non si è ancora realizzato? Problemi tecnico giuridici o politici?”. Se lo chiede il consigliere di Noi Moderati in consiglio comunale a Crema, Simone Beretta, nel corso del tradizionale appuntamento settimanale con la stampa. Il tema sul tavolo questa volta può essere così enunciato: l'unità territoriale esiste o è solo millantata? La ricostruzione che Beretta realizza parte dal passato e arriva ai giorni nostri. Parte dal recesso di otto comuni da Scrp (Società cremasca reti e patrimonio): Soncino, Casale Cremasco Vidolasco, Casaletto di Sopra, Palazzo Pignano, Romanengo, Salvirola, Ticengo e Trescore Cremasco.

 

I recedenti non hanno ancora varcato la soglia

Dopo la liquidazione, dice “nel 2021 la società trasferì il proprio ramo d'azienda e capitale a Consorzio.it, perfezionandone la fusione e trasferendo allo stesso la gestione di infrastrutture, partecipazioni (Scs srl), varchi, il canile di Vaiano Cremasco e la funzione di stazione appaltante.  Come dimenticare il lungo contenzioso che sembrava non portare ad alcun approdo positivo. Anzi vivemmo un periodo non facile dove le posizioni tra i comuni recedenti e Scrp sembravano allontanarsi irrimediabilmente. Poi intervenne quello che appariva essere un alto compromesso, si fa per dire, che avrebbe consentito ai comuni recedenti di allora di poter entrare nell'attuale Consorzio.it superando le incomprensioni in campo. Un accordo a favore dei comuni recedenti che vennero liquidati in base alle quote che detenevano. Un accordo intervenuto con il consenso degli altri comuni immaginando di ricostituire politicamente una unità sostanziale generalizzata che si andava smarrendo di tutto il Cremasco in Consorzio.it. Solo che ad oggi i comuni recedenti non hanno ancora varcato la soglia di Consorzio.it. Quindi questa continua ad essere un'infruttuosa soluzione politica affidata all'ingegnere (tiene a rimarcare il titolo) Bruno Garatti. Non è possibile che servano anni per arrivare ad un obiettivo condiviso. Qualcosa non torna. Il percorso da attuare va definito prima della sottoscrizione dell'accordo, non dopo. Diversamente capita di dover rimediare qualche figuraccia di troppo che rende incomprensibile un percorso che fa un passo avanti e due indietro, come i gamberi”.

 

Mancanza di leadership

Non manca, poi, l'ormai tradizionale attacco al sindaco di Crema Fabio Bergamaschi per la mancanza di leadership in una città che resta “la più importante. Bene l'unità territoriale, ma è evidente che senza Crema gli altri comuni non vanno lontano”. Ad evidenziare la mancanza di una strategia vi sarebbero anche “diversi milioni che Crema ha riposto nella cassaforte di Consorzio.it. Fermi, senza una strategia disegnata”. Beretta non risparmia nemmeno l'Area omogenea: “viene fatto vedere solo il bel tempo, mentre il cattivo tempo non viene mai portato alla luce del sole. È ora di rapportarsi con franchezza ai cittadini, attraverso i media”. Non esente da responsabilità, secondo Beretta, anche Bruno Garatti: “anche per lui l'obiettivo che si voleva raggiungere non aveva un tracciato lineare, viste le perplessità avanzate dai recedenti. Lavorare e amministrare con queste modalità sui generis allontana sempre di più i cittadini. In questo caso l'impressione è che anche tra le istituzioni in campo possano intervenire empasse. Da evitare, per non dare l'impressione che i recedenti per chissà quale ragione tendano ad allungare all'infinito i tempi del loro rientro in Consirzio.it. Si sa che non tutti i comuni recedenti vogliono rientrare per quanto già economicamente liquidati. Forse era meglio liquidare i recedenti a percorso ultimato. O no?”.