
“Accogliamo con il dovuto rispetto istituzionale la sentenza definitiva della Corte di Cassazione sul caso di Mario Roggero. Riconosciamo che la legge e lo Stato debbano fare il loro corso e che la giustizia privata non possa mai essere una soluzione. Tuttavia, la fredda applicazione del diritto rischia in questo caso di ignorare una tragedia umana profonda e i paradossi morali che pesano sui cittadini onesti”. Si è espresso così il gruppo comunale di Fratelli d'Italia sul caso del gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori.
Il paradosso della giustizia
Emanuela Schiavini, Beppe Torrisi, Giovanni De Grazia e Paolo Patrini hanno poi colto l'occasione per condividere alcune riflessioni. “il verdetto non si limita solamente a spalancare le porte del carcere di Bollate ad un uomo anziano. Roggero è costretto a pagare provvisionali immediatamente esecutive per complessivi 780 mila euro, da suddividere tra i parenti dei rapinatori uccisi e comprensivi di 10 mila euro destinati al complice sopravvissuto. Una mazzata devastante a fronte di richieste risarcitorie totali delle parti civili che sfiorano i 3,3 milioni di euro davanti al giudice civile che cancella il patrimonio di una vita intera per destinarlo alle famiglie di chi era entrato in quel negozio per delinquere”. Il gruppo parla poi di un paradosso della giustizia: “pur rispettando il verdetto tecnico, non si può rimanere indifferenti di fronte al paradosso per cui l'unico rapinatore superstite abbia già saldato il suo debito e sia oggi libero, mentre un commerciante di oltre settant'anni si ritrova detenuto e finanziariamente rovinato”.
Passato da non dimenticare
I consiglieri non vogliono dimenticare quanto avvenuto in passato: “non si può giudicare l'azione di Roggero senza ricordare il feroce assalto del 2015, quando fu brutalmente picchiato e vide una pistola puntata alla tempia della figlia. Quell'inferno si concluse con la beffa di soli 100 euro di risarcimento da parte di criminali nullatenenti a fronte di 270 mila euro di bottino mai restituito. Nel 2021, di fronte all'ennesima aggressione alla moglie, ha agito un uomo esasperato e psicologicamente devastato dalla paura accumulata”. Ritengono che il ddl sicurezza varato dal consiglio dei ministri, sia “un provvedimento di civiltà” e possa rappresentare un passo avanti “poiché sul piano civilistico, vuole escludere il diritto al risarcimento del danno in favore di chi, nel commettere taluni gravi reati, tra cui la violenza sessuale, il furto in abitazione, la rapina e il sequestro di persona a scopo di estorsione, subisca un danno a opera della persona offesa in occasione della commissione del reato stesso”. “Come giustamente sottolineato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, “chi commette reati non può essere risarcito, basta con i paradossi”.
Grazia per Roggero
“Consideriamo la sentenza ineccepibile sul piano del diritto. Per questo riteniamo che l'unica strada percorribile sia ora quella della clemenza. Sosteniamo con convinzione la richiesta di grazia al Presidente della Repubblica per Mario Roggero. Non per contestare i giudici, ma per dare una risposta di umanità e proporzione a un uomo che ha sbagliato solo dopo essere stato trasformato in una vittima perseguitata dal terrore”.