
Non si placa la polemica attorno al ponte di via Cadorna. Dopo l'intervento della maggioranza, nella giornata di ieri e questa mattina alcuni esponenti della minoranza ed il coordinamento locale di Italia Viva, composto da Giovanni Delogu e Paola Orini, hanno voluto far sentire la propria voce. La prima ad intervenire in ordine cronologico è stata Ilaria Chiodo della lista civica Borghetti sindaco. Ha risposto direttamente alla maggioranza: “condivido a pieno che la sicurezza dei cittadini deve sempre prevalere. Tuttavia, questo non deve diventare un alibi per giustificare una gestione inadeguata e ritardi significativi nel mantenimento di infrastrutture fondamentali. La chiusura del ponte, sebbene necessaria, è il risultato di una pianificazione carente, che ha ignorato il deterioramento progressivo delle strutture nel tempo. La pianificazione prudenziale non può mascherare una risposta tardiva a un problema ben noto”. Chiodo avanza poi alcune richieste urgenti: “un piano dettagliato di viabilità alternativa e un miglioramento di comunicazioni con la cittadinanza anche attraverso nuovi canali di comunicazione, un piano di manutenzione post intervento che garantisca la sostenibilità della struttura a lungo termine. Attualmente, le relazioni indicano che la corrosione ha portato persino alla perdita di materiale e alla presenza di fori di dimensioni notevoli nelle principali travi del ponte. Senza misure concrete, il rischio di un deterioramento simile si ripresenterà, mettendo nuovamente a repentaglio la sicurezza dei cittadini”.
I suggerimenti di Italia Viva
Italia Viva sollecita al sindaco un incontro ed anticipa a mezzo stampa alcuni suggerimenti. Il primo, facendo proprie istanze di alcuni cittadini , riguarda i ristori. Il gruppo propone di “estendere eventuali benefici di ristoro anche alla zona immediatamente adiacente al ponte sulla sponda destra”. Per arginare il disagio arrecato ai cittadini e alla viabilità, Italia Viva propone “ con opportuni specifici interventi” di attrezzare la passerella Bettinelli per il transito di ciclomotori e bici elettriche. Infine avanza l'idea di “realizzare una semplice passerella ciclopedonale tra il parcheggio della Buca e la strada privata che scende da via Cadorna costeggiando il Serio. Sarebbero questi apprezzabili segnali di attenzione e una significativa attenuazione del disagio cittadino”.
Beretta critico su ristori e maggioranza
Di prima mattina, oggi è intervenuto anche il consigliere comunale Simone Beretta, definendo “patetico” il commento della maggioranza. “Chiedono di non dare adito ad uno scontro ideologico sulla questione” osserva, “ma cosa c'è di ideologico sulla chiusura di un ponte che sta creando notevoli disagi alla città?”. Beretta è critico anche sui ristori ai commercianti: “non bastano, andrebbero almeno triplicati. Avanti di questo passo, faranno morire di fame gli operatori del commercio. E poi, sospendono la Tari ai commercianti e non ai cittadini?” . Entra poi nel merito della questione e risolleva gli stessi dubbi della scorsa settimana: “ l’amministrazione comunale ha affidato il terzo incarico alla società Inspe interrompendo la continuità con lo studio Mtse di Lecco. Perchè? Dobbiamo ipotizzare che la scelta sia dovuta alla necessità di nuove competenze specialistiche o all’impossibilità di procedere ad un nuovo incarico ad affidamento diretto?”
Fare i conti
Beretta riflette ad alta voce: “la soglia massima per l'affidamento diretto di un incarico di progettazione è fissata ad un importo inferiore a 140 mila euro, calcolato al netto dell'iva. Se stralciamo il costo delle indagini preliminari (31.529 euro, pari a 44.408 euro lordi) e del monitoraggio (43.482 euro più iva e cassa) , l’importo pagato per il progetto è pari a 119.200 euro + Iva. Già allo stato attuale si potrebbe trattare di un frazionamento artificioso ben sapendo che un comune non può dividere un unico grande progetto in piccoli incarichi al solo scopo di rimanere sotto i 140 mila euro ed evitare la gara pubblica. L'incarico per la stesura del terzo e (speriamo) definitivo progetto esecutivo alla società In.Spe, per un costo di 164 mila euro, è stato conferito tramite affidamento diretto da parte dell'ufficio tecnico del comune di Crema. Anche il successivo incarico integrativo a In.Spe per l'aggiornamento urgente delle verifiche di transitabilità (delibera di maggio 2026) è avvenuto tramite assegnazione diretta con la determina numero 764. Se l'incarico di progettazione supera i 140 mila euro (come nel caso del terzo progetto del ponte di via Cadorna affidato a In.Spe per 164 mila euro), non si potrebbe ricorrere all'affidamento diretto puro”.
'Perchè cambiare?'
“L'amministrazione non ha avviato una procedura negoziata senza bando, consultando obbligatoriamente almeno cinque operatori economici idonei iscritti negli albi o nelle piattaforme telematiche, motivando l’assegnazione diretta sull’urgenza dettata dallo stato del ponte e sulla necessità di un operatore in grado di progettare un impalcato completamente nuovo in tempi rapidi, configurando una prestazione specialistica mirata. Questa amministrazione comunale ha sempre difeso la scelta di affidarsi ripetutamente a Mste richiamando criteri di efficacia, efficienza e specificità tecnica. Avendo lo studio di Lecco eseguito le primissime e complesse prove di carico nel 2018 ed essendo l'unico a possedere la mappatura digitale completa dei punti critici del ponte, riaffidare a loro i successivi controlli di sicurezza e l'aggiornamento dei calcoli strutturali, sarebbe stata l'unica via per garantire immediatezza d'azione ed evitare di spendere ulteriore denaro pubblico per far studiare da zero l'infrastruttura a un nuovo operatore. Quindi perché cambiare?” chiede nuovamente.