19-01-2018 ore 17:48 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Idrocarburi nella falda acquifera. Coti Zelati chiede chiarimenti alla Provincia di Cremona

“Alcuni comuni cremaschi a sud di Isso sono stati informati dalla Provincia di Cremona, tramite Arpa Lombardia, della presenza di inquinamento nelle acque sotterranee, causato da un’azienda produttrice di prodotti farmaceutici”. In una lettera all’amministrazione provinciale, Emanuele Coti Zelati, capogruppo della Sinistra in consiglio comunale a Crema torna sulla vicenda, ritenendo meriti chiarimenti ufficiali.

 

La cronistoria

I fatti risalgono allo scorso mese di agosto. I Comuni cremaschi informati dall’amministrazione provinciale sono Camisano, Castelgabbiano e Casale Cremasco Vidolasco. L’unico a chiedere con celerità chiarimenti risulta essere stato il sindaco di Casale, Antonio Grassi. Ha ottenuto verso la fine di dicembre l’indicazione dei pozzi monitorati dall’ente di tutela ambientale. Non sono ancora pervenuti gli esiti degli ulteriori accertamenti sulla presenza e le quantità degli inquinanti per ciascuno pozzo e ciascun Comune.

 

Toluolo benzene e idrocarburi

“Le analisi svolte dall’Arpa – prosegue Coti Zelati - presentano una soglia di contaminazione di toluolo benzene e idrocarburi totali che superano i valori minimi stabiliti dal D.M. 31/2015 al punto che l’Agenzia Regionale definisce l’accaduto come elevata criticità ambientale”. Dicendosi preoccupato per la salute pubblica, il consigliere comunale cremasco sostiene che “almeno preventiva, sarebbe stato probabilmente opportuno predisporre una capillare informativa a tutela dei Comuni potenzialmente interessati dal plume di inquinamento”.

 

Informative assenti

Per Coti Zelati “è significativo, in senso negativo che non siano state informate le società pubbliche o private di distribuzione delle acque potabilizzate riferite e comprese nell’ipotetico plume contaminato al fine di verificare l’eventuale presenza delle sostanze inquinanti citate nella relazione di Arpa. Abbiamo infine appurato che nessuna informativa in proposito è stata consegnata agli uffici del Comune di Crema”. Ne consegue “la richiesta di chiarimento” ufficiale, “in particolare rassicurazioni circa l’assenza degli inquinanti nella falda cremasca”

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