18-09-2017 ore 13:05 | Politica - Cremona
di Gianni Carrolli

Provincia. Pd, per 27 sindaci astensione dal referendum: “solo propaganda elettorale”

Dopo la presa di posizione della Comunità socialista cremasca, si ingrossano le fila di chi il prossimo 22 ottobre non parteciperà al referendum regionale per l’autonomia. Sono i sindaci e i rappresentanti del Partito democratico provinciale, che in una nota (integrale in allegato) prendono le distanze dall’iniziativa promossa dal governatore Roberto Maroni: “il referendum lombardo del 22 ottobre è inutile e costoso, nulla aggiunge in più di quanto già previsto dalla Costituzione”.

 

Propaganda elettorale”

Il documento è stato stilato da 27 sindaci della provincia, insieme al segretario Pd Matteo Piloni, dal vicesegretario Andrea Virgilio, dai parlamentari Cinzia Fontana e Luciano Pizzetti e dal consigliere regionale Agostino Alloni. Sottoscritto anche dal presidente della provincia, Davide Viola e dai presidenti dei consigli comunali di Crema e Cremona – Gianluca Giossi e Simona Pasquali – si scaglia contro “un’operazione che ha il solo sapore della propaganda elettorale”.

 

Competenze e federalismo

Tra i motivi, si legge nella nota, si trova la scarsa chiarezza in merito alle competenze che la Regione vorrebbe acquisire dallo Stato: “Maroni non ha ancora precisato quali vuole ottenere, né viene specificato dal referendum”. A ciò si aggiunge la questione federalista, “argomento sul quale nulla è stato fatto dalla giunta Maroni né dal centrodestra, in questi anni. Non sarà certo un referendum, che costerà ai lombardi quasi 50 milioni di euro, a nascondere questa evidente realtà”.

 

Effetti nulli

Il tema dell’autonomia regionale è attualmente regolato dal Titolo V della Costituzione, riformato dalla Legge 3 del 2001. Introduce il tema del decentramento amministrativo e dell’autonomia regionale su alcune materie, “una possibilità voluta dal centrosinistra nel 2001 proprio per consentire alle Regioni di poter aprire un confronto con lo Stato per ottenere maggiori competenze su alcune materie. Possibilità che continuiamo a sostenere, senza buttare via soldi. La domanda di decentramento amministrativo e di autonomia decisionale su alcuni temi è sicuramente sostenuta dalla prevalente maggioranza dei lombardi, senza bisogno di trovarne conferma in un voto di cui Maroni si è già intestato il merito e la paternità, e attraverso il quale è già chiaro che, dopo il 22 ottobre, non accadrà niente di tutto ciò”.

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