18-07-2013 ore 19:00 | Politica - Crema
di Antonio Margheriti

Austroungarico, il grande nodo irrisolto. Due anni fa il progetto di riqualificazione di piazza Trento Trieste: "ancora tutto fermo"

Fare qualcosa per riqualificare e restituire alla città il Mercato Austroungarico. Ci si è provato in tutti i modi. Alla fine della amministrazione Bruttomesso era stata istituita anche una Commissione ad hoc che si è riunita tre volte nel 2011 e ha licenziato un piano di fattibilità per trasformare il mercato Austroungarico in una sorta di protesi del teatro San Domenico, per un nuovo foyer o una sala polivalente.

La commissione
Poi non se ne è più parlato. E’ quello che ricoprì il ruolo di vicepresidente di quella commissione allora, il verde Gianemilio Ardigò, a rispolverare il progetto che la commissione aveva partorito e a farlo avere ai giornali. Con lui attorno a quel tavolo c’erano Andrea Salini, che presidiava la commissione e Matteo Piloni, Matteo Soccini e Luigi Doldi.

La visita a Crema della Soprintendenza
Un progetto che è stato soppesato anche dalla Soprintendenza Belle Arti di Brescia che il 13 maggio del 2011 fece un sopralluogo a Crema dando suggerimenti preziosi e soprattutto non chiudendo la porta ad una ipotesi di chiusura della parte inferiore del mercato per trasformarlo, come detto, in una appendice del San Domenico. Mentre per la parte superiore la Commissione pensò che poteva essere l’occasione giusta per ampliare il Folcioni sempre a caccia di spazi.

Il nodo auditorium Cavalli
Un altro importante suggerimento della Commissione, avvallato dalla Soprintendenza, fu quello di inglobare nel progetto di riqualificazione anche qualcosa che riguardasse l’auditorium Cavalli, la bella chiesa bramantesca lasciata in stato di totale abbandono dalla proprietà.

Le indicazioni della Commissione
Nella relazione finale della commissione si scriveva: “Un'indicazione che la commissione si sente di fare, e che è stato oggetto di discussione, è la possibilità di prevedere la chiusura del mercato austro-ungarico con un’apposita struttura di vetro trasparente per adibire gli spazi ad uso pubblico, ipotizzando la realizzazione di un locale-ristorante con la possibilità di effettuare mostre, concerti e altre rappresentazioni artistiche. Durante la stagione estiva, il locale potrebbe usufruire di una parte di plateatico nella piazza”.

La piazza sognata
Ma il progetto era più ampio e da vecchio sogno di molti parlava anche della riqualificazione dell’intera piazza, con tanto di spostamento della statua, eliminazione dei posteggi e perché no, aggiungiamo noi, recupero della rientranza che è stata inglobata in un secondo tempo nel cortile di palazzo Marazzi. Adesso abbiamo tra e mani anche lo studio di fattibilità prodotto poco dopo. A quasi due anni dai risultati la piazza rimane ancora un grande nodo irrisolto della situazione del centro cittadino.