17-09-2025 ore 20:34 | Politica - Dall'italia
di Andrea Galvani

Spese sostenute per i minori in comunità, dalla regione rimborso parziale ai comuni cremaschi

“Per coprire le spese sostenute l’anno scorso per l’accoglienza dei minori in comunità residenziali, sono in arrivo i fondi regionali. Sono destinati ai comuni con una popolazione fino a 5.000 abitanti”. Come spiega il consigliere regionale della Lega, Riccardo Vitari, “si tratta di un tema lungamente discusso in regione, ascoltando la voce dei sindaci del territorio, per l’impatto economico considerevole che queste spese hanno sui bilanci dei piccoli comuni”.

 

Rimborso parziale

“Negli ultimi cinque anni c’è stato un aumento del 17,4 per cento dei minori accolti in struttura e anche i nostri comuni sono in affanno. Valga il fatto che 331 piccoli comuni lombardi su 1.030 hanno rendicontato una spesa di oltre 13 milioni di euro. La regione Lombardia ha deciso di intervenire fornendo un rimborso parziale per questi oneri. Sono stati stanziati 2.653.991 di euro, parte dei quali interesseranno 25 piccoli comuni della provincia di Cremona. L’invito ai sindaci è quello di pianificare una gestione finanziaria di prevenzione che riduca l’impatto sui bilanci comunali e, ove possibile, eviti se non necessario l'allontanamento del minore dalla famiglia d’origine’’.

 

Gli enti beneficiari

I piccoli comuni della provincia di Cremona interessati dallo stanziamento sono: Agnadello, Capralba, Dovera, Madignano, Monte Cremasco, Sergnano, Trescore Cremasco, Trigolo, Vailate, Acquanegra Cremonese, Casalbuttano ed Uniti, Casalmorano, Grontardo, Ostiano, Pescarolo ed Uniti, Robecco d’Oglio, Sesto ed Uniti, Sospiro, Stagno Lombardo, Torre de’ Picenardi, Vescovato,  Cingia de’ Botti, Gussola, Rivarolo del Re ed Uniti, Scandolara Ravara.

 

La situazione a Crema

Allargando il campo alla città di Crema, lo scorso 28 luglio è stata presentata al consiglio comunale una importante variazione di bilancio. Concentrandoci sull’area dei minori allontanati dal nucleo familiare su decreto del giudice, ai 260 mila euro già assicurati dal bilancio nella precedente variazione, sono stati aggiunti oltre 500.000 mila euro, “511.000 per l’esattezza”, ha sottolineato la consigliera Teresa Caso: “altri 80 mila sono stati previsti per le emergenze sociali correlate”. Secondo la presidente della commissione politiche sociali, “è una situazione estremamente preoccupante perché oggi c'è una novità allarmante, si tratta di spese indifferibili dei comuni, quindi i comuni non si possono sottrarre a queste spese. I minori da tutelare “sono in crescita e una quota dovrebbe essere coperta dai trasferimenti statali, anche se è stato sempre fatto con tempi lunghi, tempi incerti”.

 

 

Forte preoccupazione

Citando una circolare del Ministero dell’interno del maggio scorso, è emerso che le richieste degli Enti locali nel biennio 2023-2024 sono risultate di gran lunga superiori alle risorse allocate, tanto da rendere impossibile l’erogazione della totalità dei contributi richiesti dai comuni”. Per quanto riguarda “il primo trimestre 2025 la disponibilità verrà distribuita tra gli enti locali fino ad esaurimento delle risorse”. Un tema sul quale l’Anci, l’associazione dei comuni, ha espresso forte preoccupazione, perché “una legge dello Stato – ha ribadito Caso – sostiene che l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, testuali parole, non debba comportare alcuna spesa o onere a carico del comune interessato”.

 

Equilibrio precario

In sostanza, sostiene l'esponente di maggioranza, “i comuni si trovano ancora una volta ad affrontare una situazione paradossale. All’acuirsi di bisogni di consistenti fasce della popolazione, la capacità di farvi fronte è sempre più messa a dura prova, destabilizzando l’equilibrio tra risorse necessarie e risorse disponibili a causa dei tagli della spesa pubblica e della progressiva ritirata dello Stato dal sostegno alle politiche sociali”. Una situazione che porta a “immaginare il domani con attenzione e purtroppo con grande preoccupazione, perché la sostenibilità del sistema è una questione molto seria che richiede consapevolezza e responsabilità da parte di tutti”.

 

Lungo periodo

Le amministrazioni del Cremasco stanno ragionando “nella prospettiva di lungo periodo in termini di cooperazione, al di là del colore politico. Così i capitoli che ricadevano completamente sulle spalle di Crema cominciano ad avere più un corretto respiro territoriale, consentendoci di liberare risorse”. Il welfare, per Teresa Caso va considerato come un “investimento sociale: una comunità che non lascia da sole le persone, che previene la marginalizzazione favorisce la coesione del proprio tessuto sociale”. Si può considerare “un investimento in termini di sicurezza, di sicurezza urbana”. La città sta riorganizzando i propri servizi e “mobilitando gli attori locali in un’ottica di interrelazione tra pubblico, privato e sociale, fondamentali oggi per la sostenibilità e l’implementazione degli interventi”. Continuerà sulla strada della coprogettazione e con i fondi assicurati dalla variazione di bilancio, “completa il quadro finanziario in ottica pluriennale”. Sono state allocate risorse che “permettono di procedere con il bando triennale, già pronto e discusso nella prossima commissione politiche sociali”, convocata per le ore 18.15 di mercoledì 24 settembre presso il comune di Crema.