
“I numeri parlano chiaro, bisogna lavorare sulla capacità di trattenere il personale presente e rendere il nostro polo ospedaliero più attrattivo. Quella del welfare aziendale credo possa essere la leva più giusta. Non a caso, ho presentato un ordine del giorno in consiglio regionale che ha trovato un'apertura dell'assessorato”. È questo il primo commento a caldo del consigliere regionale dem Matteo Piloni ai dati rilasciati in questi giorni dalla direzione generale dell'Asst di Crema, in risposta ad una sua richiesta di accesso agli atti, sulle dimissioni intercorse nel 2025. Lo avevamo già anticipato nei giorni scorsi, scartabellando le prese d'atto dallo storico dell'albo pretorio. Questi sono i dati ufficiali: “nel 2025 le cessazioni presso l'Asst di Crema sono state complessivamente 156. Le assunzioni 164”.
Assunzioni per decreto Calabria
Si registra “un saldo positivo di otto unità. I medici assunti sono stati in totale 27. Bisogna, però, notare - prosegue Piloni - che 11 di questi sono stati assunti per decreto Calabria. Decreto che consente assunzione di medici specializzandi fino al 31 dicembre 2027”. Il provvedimento prevede “l'assunzione con un contratto a tempo determinato. Una volta conseguito il titolo di specializzazione, il contratto viene trasformato automaticamente a tempo indeterminato. Fino al 31 dicembre 2027. E poi?” si chiede Piloni “ci sarà una proroga? Non lo sappiamo”. Per dovere di cronaca, inoltre, i medici assunti con decreto Calabria stipulano un contratto a tempo parziale e godono di un'autonomia operativa limitata.
Dimissioni volontarie
Il consigliere guarda in modo preoccupato anche al crescente numero di dimissioni volontarie: 109 sono le persone che se ne sono andate volontariamente. Si tratta soprattutto di “infermieri (37) tecnici sanitari e medici (26). “109 dimissioni volontarie? Sono un bel numero” continua Piloni. “Le motivazioni possono essere le più diverse, ma mi sorge spontanea una domanda: cosa si sta facendo a Crema per valorizzare e trattenere il personale? Come si sta coltivando quella fondamentale capacità di rendere i presidi ospedalieri sempre più attrattivi? Questa deve essere la priorità”.
Eventuale blocco delle assunzioni
L'altro aspetto, non secondario, che preoccupa Piloni è “l'eventuale fermo o blocco delle assunzioni dalla regione Lombardia. In questi giorni la direzione generale welfare sta incontrando i direttori generali delle aziende sociosanitarie territoriali, tra cui anche quella di Crema, per fare il punto della situazione. Le difficoltà in cui versa al momento la sanità regionale riguardano in particolare le spese da questa sostenute per l'aumento delle tariffe al privato convenzionato e per le assunzioni. Si sta parlando di un buco da un miliardo e 600 milioni di euro. Il tema, ad oggi attenzionato in conferenza Stato regioni, sorge sulla base delle ripartizioni del Fondo sanitario nazionale. Se si dovesse realmente decidere per il blocco delle assunzioni (non rileverebbe per la sostituzione di pensionamenti ndr) questo creerebbe gravi difficoltà, soprattutto ai piccoli centri che già versano in condizioni critiche”.
Mancano infermieri
Più ottimista la visione del collega leghista Riccardo Vitari: “la piaga della carenza di personale è nota a livello nazionale. Anche presso l'Asst di Crema si segnala una difficoltà nel reclutamento di personale infermieristico. A livello assoluto, però, il numero di dipendenti è aumentato sia nel 2024 sia nel 2025, a testimonianza del buon esito delle azioni poste in essere al fine di contrastare le dinamiche in uscita”. Concorda con il collega dem sulla necessità di intensificare le azioni di welfare aziendale e segnala come l'Asst di Crema si sia già portata avanti: “l'Asst ha di recente promosso una manifestazione di interesse per offrire ai dipendenti servizi nell'area salute, benessere, assistenza alle famiglie e accesso ai servizi salva tempo a tariffe agevolate”.