17-02-2026 ore 17:25 | Politica - Milano
di Andrea Galvani

Morti sul lavoro, nel 2025 l'incidenza è doppia: bollino rosso per la provincia di Cremona

In consiglio regionale è stata approvata la relazione finale della Commissione regionale d’inchiesta sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Istituita nel marzo 2023 come primo atto delle opposizioni di centrosinistra all’inizio della legislatura, ha concluso i lavori nel dicembre 2025, dopo 41 sedute e 40 audizioni. La Lombardia è tra le regioni con il maggior numero di morti sul lavoro e la provincia di Cremona, in particolare, per numero vittime e malattie professionali, rimane tra le province lombarde con un’incidenza infortunistica elevata da ‘bollino rosso’, superando la media nazionale.

 

 

Situazione preoccupante

“Negli ultimi 35 anni il numero delle morti e degli incidenti sul lavoro è rimasto stabile, soprattutto nei settori costruzioni, agricoltura e metalmeccanica e colpisce in modo significativo i lavoratori stranieri. La sicurezza sul lavoro – commenta Matteo Piloni, consigliere regionale del Pd - è a tutt’oggi un’emergenza che va affrontata con maggiore impegno e con soluzioni all’avanguardia. La situazione continua ad essere preoccupante, soprattutto se si guarda al rapporto tra infortuni denunciati e numero di lavoratori; il dato più duro riguarda le morti sul lavoro: in un anno, il 2025, si è passati da 7 a 13 decessi, con un’incidenza più che doppia rispetto alla media nazionale. E ieri la notizia dell’ennesimo infortunio mortale” sottolinea Piloni, ricordando la tragedia avvenuta proprio ieri nel centro di Cremona, dove un operaio di 55 anni è precipitato da un’impalcatura.

 

Formazione mirata al rischio

La Commissione ha evidenziato che la formazione deve essere mirata al rischio specifico del lavoratore: “Troppo spesso oggi i corsi sono generici e poco attinenti alle reali mansioni. È necessario che i percorsi formativi tengano conto dei rischi concreti del singolo lavoratore. Colpisce che tra le vittime un terzo sia di origine straniera, questo impone che formazione e prescrizioni siano resi comprensibili a tutti. Un’attenzione particolare va diretta alle micro e piccole imprese – prosegue Piloni – che per ragioni strutturali incontrano maggiori difficoltà nell’implementazione delle misure di protezione e nei percorsi di formazione. Ed è necessario risolvere anche il problema della carenza di personale addetto alle ispezioni che deve oggi potersi dotare anche di tecnologie avanzate, come droni, software predittivi e intelligenza artificiale”.

 

Ordine del giorno bocciato

L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità. Contiene 30 proposte, rivolte sia alla giunta regionale sia al governo nazionale, per rafforzare il coinvolgimento dei datori di lavoro, migliorare la formazione e, soprattutto, diffondere una cultura della sicurezza che ancora non è abbastanza presente nel nostro Paese e nella nostra Regione. È stato bocciato invece un nostro ordine del giorno che chiedeva di rafforzare in modo strutturale i servizi di prevenzione e il personale dedicato, trasformando le analisi della Commissione in interventi concreti. Con il nostro ordine del giorno chiedevamo assunzioni stabili, una riorganizzazione in grado di rimettere al centro la prevenzione e maggiori investimenti nell’educazione alla sicurezza. Se diciamo che la prevenzione è una priorità, dobbiamo dimostrarlo con scelte coerenti”.