16-09-2021 ore 18:54 | Politica - Roma
di Andrea Galvani

Green pass. Dal 15 ottobre l'obbligatorietà è estesa a tutti i lavoratori, pubblici e privati

Si è conclusa alle 18.15 la riunione del consiglio dei ministri, durante la quale, tra le altre misure, è stato approvato all’unanimità il decreto legge che prevede l’estensione del Green pass a tutti i luoghi di lavoro. la metà di ottobre (anche chi opera nelle associazioni di volontariato). Riguarderà lavoratori pubblici e privati. Dal 15 ottobre chi ne sarà sprovvisto sarà considerato “assente ingiustificato”, chi non l’avrà conseguito sarà multato (da 600 a 1.500 euro). Stessi provvedimenti per i datori di lavoro che non effettueranno i controlli. Su pressione dei sindacati, chi non avrà il green pass avrà comunque il “diritto alla conservazione del rapporto di lavoro”. Sarà sospeso dal lavoro (compreso lo stipendio). Dopo cinque giorni il rapporto di lavoro sarà sospeso fino alla presentazione della certificazione, comunque non oltre il 31 dicembre e senza conseguenze disciplinari.

 

Tamponi a prezzi calmierati

I tamponi avranno 72 ore di validità e non più 48; saranno gratuiti per le persone esonerate dalla vaccinazione e avranno prezzi calmierati fino al 31 dicembre 2021: costeranno 8 euro per i minorenni e 15 euro per i maggiorenni. Bocciata la proposta di rendere gratuiti i tamponi per non disincentivare le vaccinazioni. Le persone guarite dal Covid riceveranno il certificato verde subito dopo la prima somministrazione e non dovranno più attendere 15 giorni.

 

Autodichia e immunità di gregge

Il governo ha proposto che nell’obbligo di certificazione verde vengano compresi anche il Quirinale, la Corte costituzionale e il Parlamento. Secondo quanto dispone il principio di autodichia, la norma non si può applicare automaticamente agli organi costituzionali, chiamati dal decreto a pronunciarsi entro il 15 ottobre. I dati forniti dal commissario Figliuolo avvicinano all’immunità sociale: il governo ritiene che un’accelerazione sul green pass consentirebbe di raggiungere “una soglia di sicurezza” nell’arco di tre settimane, massimo un mese. L’obiettivo è arrivare per la metà di ottobre alla somministrazione delle due dosi a 44 milioni di persone sui 54 milioni vaccinabili, l’81,7 per cento.

 

Azione di convincimento

Al termine della riunione tra governo e regioni, il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, ha spiegato di aver chiesto “di insistere nell’azione di convincimento per raggiungere una vaccinazione completa di tutta la popolazione, senza dimenticare la possibilità di favorire anche l’utilizzo dei tamponi a prezzi calmierati, per non chiudere la porta in faccia alle persone che oggi hanno ancora dubbi e preoccupazioni. Credo che queste persone vadano convinte attraverso i risultati straordinari che siamo riusciti a raggiungere con la campagna vaccinale”.

 

Sia leva per tenere aperto”

Per quanto riguarda l’estensione dell’obbligo vaccinale per tutti i lavoratori, Fontana ha ricordato che “la Conferenza delle Regioni ha preso atto delle disposizioni governative, chiedendo però che l’estensione del green pass valga come leva per mantenere le attività aperte anche qualora la situazione epidemiologica porti a cambiamenti di zone. In Lombardia, che al momento ha completato il ciclo vaccinale all’81 per cento della popolazione e raggiunto l’87 per cento di adesione, inciderà poco”.

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