La chiusura dell'ufficio postale di Ombriano è definita “improvvida” dagli assessori Attilio Galmozzi e Matteo Piloni e dai consiglieri comunali del Partito democratico Emilio Guerini, Paolo Valdameri e Gianluca Giossi, oltre al consigliere di Solo cose buone per Crema Tino Arpini, che hanno sottoscritto una lettera in vista del prossimo dibattimento presso il Tar di Brescia.
Forte opposizione
Fra le motivazioni che Poste Italiane ha portato davanti al giudice è in bella vista l'osservazione che dallo scorso ottobre, secondo loro, nessuno si lamenta e quindi l'operazione di chiusura, sempre secondo loro, può considerarsi accettata. “Venissero a far vedere le loro belle facce” è il commento riferibile di alcuni dei residenti “e così gli spieghiamo quanto è stata accettata, visto il disservizio che hanno creato per cittadini, disabili e anziani, costretti a recarsi agli uffici distanti chilometri, pagando parcheggi e autobus per poterli raggiungere, tra mille difficoltà”.
Attività economiche
Secondo gli amministratori, che ogni giorno raccolgono proteste e lamentele degli ombrianesi, la chiusura dell'ufficio postale è ancor più sbagliata “visto il bacino di utenza che la frazione garantisce con i suoi residenti e le sue attività economiche ivi insediate; ne sono prova le migliaia di firme, fra cui ben 115 relative ad attività commerciali e artigianali, protocollate alla sua attenzione già nel marzo 2015. Ma anche per il potenziale ulteriore che gli derivava dalla ubicazione molto visibile sull’asse stradale Lodi-Crema”.
Sabbioni incompleto
Nel quartiere ammontano a “circa 1500 i cittadini sopra i 65 anni di età, che si trovano in gravi difficoltà a reperire i servizi erogati da Poste italiane, per i problemi di trasporto e altresì tenuto conto che, contrariamente all’ex ufficio di Ombriano, quello dei Sabbioni offre un servizio incompleto: non ha la giacenza delle raccomandate, per le quali l’utenza è costretta a rivolgersi in piazza Madeo, in centro Crema; i pensionati che riscuotono in contanti sono costretti a tornare più volte agli sportelli, perché vengono liquidati per importi massimi di 600 euro per volta”. Per questi ed altri motivi – in allegato il documento completo – i sottoscrittori invitano il sindaco a “esperire ogni tentativo utile al ripristino del servizio postale nel quartiere di Ombriano”.