15-07-2026 ore 10:32 | Politica - Crema
di Gloria Giavaldi

Ponte, sovraponte e miopia amministrativa. Noi Moderati: 'I tempi indicati sono utopia'

“Il ponte provvisorio sul fiume Serio a Crema è indispensabile per mitigare i gravi disagi viabilistici ed economici causati dall'inagibilità e chiusura a tempo indeterminato dello storico ponte di via Cadorna. Leggasi Ponte dei sospiri cremasco. Va immediatamente messo in cantiere. Non possiamo non rimarcare la miopia e le colpe di questa amministrazione che non hanno pensato per tempo a come porre rimedio alla chiusura del vecchio ponte”. Di prima mattina Enzo Bettinelli e Simone Beretta, rispettivamente coordinatore locale e capogruppo in consiglio comunale di Noi Moderati hanno inviato alla stampa una nota per fare il punto della situazione. Secondo la strategia resa nota dall'amministrazione la riqualificazione del ponte di via Cadorna è prevista entro l'estate 2027. Il ponte provvisorio sarà realizzato tra la primavera e l'estate 2027 nei pressi della passerella Bettinelli, intersecando via Cremona e via IV Novembre, per un costo stimato di circa un milione e mezzo di euro. Il sovraponte verrà realizzato sopra gli elementi sani del ponte di via Cadorna entro l'autunno 2026.

 

'Pura utopia'

“Se queste dovessero davvero essere le tempistiche per la sistemazione del vecchio ponte, ha ragione Forza Italia quando si chiede a cosa potrebbe servire il ponte provvisorio, visto che la criticità verrebbe risolta entro l’estate del 2027” riprendono Beretta e Bettinelli. Tuttavia, “ le cose stanno in maniera ben diversa. Ipotizzare oggi una fine lavori per il recupero del vecchio ponte entro l’estate del 2027 è pura utopia, non essendo ancora stata predisposta neppure la gara d’appalto. Il cronoprogramma del progetto di consolidamento strutturale prevede infatti una stima di sette mesi per il consolidamento del ponte di via Cadorna, stima che è da considerarsi estremamente ottimistica e, all'atto pratico, non credibile. La tempistica si scontra con la complessa realtà tecnica e burocratica dei lavori pubblici. I sette mesi sono poco realistici per svariate ragioni. La prima: l'avvio dei lavori veri e propri per il consolidamento definitivo, inizialmente ipotizzato per il 2026, è già slittato a marzo 2027, a causa della necessità di ulteriori verifiche ingegneristiche sulla pila centrale richieste dai tecnici validatori. La seconda è rappresentata dai vincoli della sopraintendenza. Qualsiasi imprevisto storico o strutturale durante lo scavo rischia di bloccare il cantiere. La terza: l'aumento dei costi. I costi del progetto sono già lievitati oltre i 5,2 milioni di euro stimati. Le varianti in corso d'opera (piuttosto probabili vista la complessità del lavoro) per coprire le nuove spese sono spesso causa di dilatazione i tempi di esecuzione”.

 

Sovraponte

“Non a caso, è lo stesso comune di Crema a dubitare della tempistica. Consapevole che i tempi si sarebbero allungati sensibilmente, ha dovuto cambiare strategia per ridurre l'isolamento del quartiere”. Secondo i due anche quella del sovraponte “non è un'operazione a zero rischi: è una soluzione d'emergenza che risponde a precisi vincoli tecnici e strutturali. Il principio cardine è che non graverà sulle parti ammalorate dell'attuale impalcato stradale. L'infrastruttura metallica stradale poggerà direttamente sulle pile verticali in alveo e sulle spalle del vecchio ponte. Verranno creati dei punti di appoggio dedicati sopra la proiezione delle pile attuali, scaricando il peso direttamente verso le fondamenta profonde. Ma se proprio alcuni mesi fa è stata richiesta un’indagine per verificare la resistenza delle pile centrali, cosa è accaduto nel frattempo per giustificare che oggi siano ancora solide e in grado di supportare anche i nuovi carichi verticali?”

 

Le perplessità del gruppo

“Il sovraponte si configurerà come una sorta di gabbia o rampa metallica posizionata sopra la vecchia carreggiata. La nuova sede stradale provvisoria si troverà a un'altezza di circa 1 - 1,5 metri più in alto rispetto al livello attuale del ponte e avrà bisogno di due rampe di accesso per consentire alle auto di salire e scendere. Per un sovraponte stradale inserito in pieno contesto urbano, i progettisti tendono a mantenersi su una pendenza compresa tra il cinque ed il sei per cento. All'atto pratico la rampa dovrà svilupparsi longitudinalmente per circa 25 metri su ciascun lato del ponte (via Cadorna e lato centro). E come la mettiamo con gli innesti laterali e le proprietà adiacenti?” si chiedono in conclusione.