14-08-2019 ore 15:39 | Politica - Dal cremasco
di Andrea Galvani

Cremasco, danni per milioni di euro. Area omogenea, “Comuni di serie A e di serie B”

Innanzitutto la premessa. Il maltempo ha arrecato danni per milioni di euro. Secondo la stima effettuata tra Casale Cremasco e Vidolasco 1 milione e 25 mila euro, mentre a Ricengo 1 milione e 400 mila euro. Come sottolineano i sindaci Antonio Grassi e Feruccio Romanenghi “non è il momento delle polemiche e delle recriminazioni, ma con dispiacere, è altrettanto doveroso segnalare il comportamento discriminatorio dell’Area Omogenea cremasca. Comportamento che si è verificato in occasione dei disastri procurati dai nubifragi e dalle trombe d’aria che hanno devastato il nostro territorio in queste settimane”.

 

I sette Comuni

“Mercoledì 7 agosto un evento meteorologico eccezionale devasta i Comuni cremaschi a nord: Sergnano, Pianengo, Casale Cremasco Vidolasco, Ricengo, Capralba, Camisano, Vailate. Crema è risparmiata. L’Area omogenea non si preoccupa di convocare un’assemblea per chiedere alla Regione lo stato di calamità, ma neppure di scrivere un comunicato di solidarietà ai comuni colpiti dalla disgrazia. Lunedì 12 agosto, 10.30. I sindaci di Sergnano, Casale Cremasco Vidolasco, Ricengo, Pianengo, Camisano e il Parco del Serio si riuniscono nel Comune di Casale e decidono un’azione comune per chiedere alla Regione lo stato di emergenza e calamità naturale. Stilano un documento. La notizia viene pubblicata sui giornali online”.


L’area omogenea

“Lunedì 12 agosto tardo pomeriggio. Un altro nubifragio colpisce il Cremasco. Questa volta a essere maggiormente colpiti sono Crema e altri Comuni sia a sud che a nord della città. Martedì 13 agosto: dalla sera alla mattina (veramente encomiabile) il presidente Aldo Casorati convoca per il pomeriggio stesso (velocità della luce) l’assemblea dei sindaci dell’Area omogenea per chiedere lo stato di calamità per l’evento meteorologico negativo del giorno precedente. Mercoledì 14 agosto: Casorati invia una richiesta di calamità naturale per i Comuni coinvolti nel nubifragio del 12 agosto e non per quelli del disastro del 7 agosto. Per loro, nella richiesta, neanche un accenno”.

 

Pesi e misure

Secondo Grassi e Romanenghi “non serve commento. Forse uno solo: per l’Area omogenea esistono Comuni di serie A e di serie B. Due pesi e due misure. Invece di unire, divide. Probabilmente bisognerebbe chiedere lo stato di emergenza per la stessa Area Omogenea, più interessata a spartirsi le poltrone del proprio Comitato ristretto e a sistemare gli equilibri politici all’interno del medesimo che a unire il territorio”.

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