14-07-2026 ore 18:33 | Politica - Crema
di Rebecca Ronchi

Liquidazione Reindustria. Usb: 'responsabilità politiche e gestionali, non paghino i lavoratori'

“Non sarà una Caporetto, come sostenuto dal presidente Bressanelli, ma è molto simile a ciò che accadde l'8 settembre del 1943, quando lo stato italiano collassò. Dopo trent'anni di impegno cala il sipario su Reindustria, società consortile nata per la reindustrializzazione dell'area ex Olivetti, che annoverava soci quali: il comune di Crema, la camera di commercio industria artigianato di Cremona, il comune di Cremona, la provincia di Cremona ed altri enti locali”. Secondo Piergiuseppe Bettenzoli, dell'Unione sindacale di base, “il contributo di Reindustria è stato fondamentale per la nascita del Polo della cosmesi e per l'insediamento nell'area ex Olivetti di aziende legate alla cosmesi”.

 

Fuga generale

“Il numero dei lavoratori è passato da 12, compreso il direttore generale, agli attuali 3: questo ha comportato una fuga generale di quei dipendenti che hanno potuto trovare una ricollocazione a livello individuale, dovuta alla mancanza di una strategia chiara e ad una situazione quotidiana di incertezza. Basterebbe leggere lo statuto di Rei – prosegue Bettenzoli - per comprendere l’importanza del suo ruolo nel nostro territorio; Rei avrebbe potuto continuare a svolgere un ruolo importante per l’area omogenea cremasca come è avvenuto nei decenni precedenti, contribuendo alla fruttuosa ricerca di finanziamenti pubblici e privati, incentivando la creazione di nuove attività imprenditoriali operando per la riconversione delle aziende in difficoltà”.

 

Ricollocare i dipendenti

“In questa fase liquidatoria – aggiunge l'esponente dell'Usb - è fondamentale garantire sia la tutela del patrimonio di Rei, compreso quello immobiliare, sia la gestione degli obblighi derivanti dalle attività non concluse. Soprattutto riteniamo sia un dovere morale occuparsi della ricollocazione degli ultimi dipendenti rimasi. Chiediamo che i soci si attivino per ricollocare i lavoratori presso aziende pubbliche o società partecipate. I lavoratori non hanno alcuna responsabilità per la messa in liquidazione di Rei; le responsabilità sono sia politiche che gestionali. Pertanto i lavoratori non devono pagare per le scelte errate che hanno portato alla liquidazione di Rei”.