14-07-2014 ore 21:00 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Crema, sala Polenghi. Riforma della sanità, gli interventi del territorio. Dagli ambulatori di sera al potere dei sindaci. Inzoli: “avvicinare i territori ai centri direzionali”

Durante la presentazione del progetto di riforma sanitaria lombarda fatta oggi dal Pd presso l'ospedale di Crema, non sono mancati spunti interessanti. Il consigliere regionale Carlo Borghetti ha puntato il proprio intervento sulla “prevenzione come elemento qualificante”. Non tutto – ha aggiunto – deve ruotare attorno all'ospedale, ma alla continuità di cura delle persone. Vanno aboliti gli sprechi ed i doppioni; “non vogliamo chiedere niente – ha aggiunto – ma valorizzare l'esistente e razionalizzare”. A Milano e hinterland esistono oltre 30 cardio chirurgie, più di quante ne ha tutta la Francia. Secondo Borghetti “la carta regionale dei servizi non è servita a molto, nonostante gli investimenti molto ingenti”.

 

Ambulatori di sera

Tra le criticità da risolvere l'annosa questione delle liste d'attesa e soprattutto la disparità tra pubblico e privato, col primo in grande difficoltà quando si tratta di estendere alle ore serali o nel fine settimana le prestazioni ambulatoriali. Al riguardo gli esponenti del Pd, al corrente della sperimentazione in atto anche nella struttura cremasca, si riservano di verificare approfonditamente i dati, perché si riesca a superare il carattere temporaneo del provvedimento.

 

Il 95% della condivisione

Ha portato il proprio contributo al dibattito anche l'assessore regionale Mario Mantovani: “condivido il 95% delle vostre proposte, ma su riforme di tale portata è necessaria la massima condivisione possibile, pertanto mi riservo di affrontare più avanti, a livello politico, l'intera questione”. Dibattito rinviato a lunedì 1 settembre presso la cascina Ombrianello, durante la Festa dell'Unità Centrale di Crema.

 

Niente di nuovo”

Ha invece criticato il progetto del Pd il neo sindaco di Offanengo, Gianni Rossoni: “niente di nuovo rispetto a quanto avete proposto nel 1995. Crema è un'azienda sanitaria dal 1997, se ora ha raggiunto un ottimo livello di qualità ed alcune eccellenze, è frutto di un lungo percorso. Il timore è che la vostra riforma possa portare a declassare la struttura”. Parere favorevole, invece, per quanto riguarda il presidio di comunità. A stretto giro ha replicato Alloni: “la nostra intenzione è quella di inserire Crema negli ospedali di riferimento, quindi nessuna declassamento”.

 

L'integrazione e la presa in cura continua

Favorevole al progetto del Pd Giovanna Barra, che ha preso la parola a nome del Terzo Settore Cremasco: “lieta di sentir parlare d'integrazione tra servizio sociale e servizio sanitario, perché i Comuni si trovano in difficoltà sempre crescenti a stanziare adeguare risorse, mentre in questo settore è assolutamente necessario sviluppare una presa in cura continua, non solo durante le situazioni emergenziali”.

 

Il potere dei sindaci

Apprezza l'integrazione socio sanitaria anche Stefania Bonaldi, secondo cui è necessario puntare sulle Rsa e aumentare i poteri dei sindaci in materia sanitaria: “la presenza dei sindaci nelle Asl, a parte la squisitezza dei responsabili, è di puro belletto. I sindaci si limitano a ratificare scelte prese da altri. Ad oggi non possiamo incidere su programmazione e ripartizione delle spese. Ben vengano, quindi tutti i correttivi”, anche perché al momento “la disparità di risorse tra il distretto Cremasco e quello Cremonese è di 15 milioni di euro”.

 

La salute mentale

 

Per il sindaco di Crema il piano del Pd è da apprezzare perché investe nella salute mentale, mentre al momento il rischio è che tutti casi non acuti vengano lasciati a sé. Anche in questo settore Crema è all'avanguardia, puntando molto sulla resilienza e sull'assistenza domiciliare spesso con ottimi risultati.

 

Avvicinare i territori ai centri direzionali

Applaudito l'intervento del dottor Alessandro Inzoli, secondo cui è necessario “avvicinare i territori ai centri direzionali”. E' dimostrato che i centri d'eccellenza sono territorialmente molto vicini ai luoghi in cui vengono prese le decisioni in materia sanitaria. Dai tempi delle pagelline ai dirigenti ed alle strutture sanitarie – strumento abbandonato dalla Regione – non si è più cercato di operare in questa direzione. Anzi: “se continuiamo ad ingrandire le aree finiremo con l'essere sempre meno efficaci nella risposta ai bisogni dei territori”. I principi guida dovranno essere “la valorizzazione del personale” e soprattutto “smettere di tagliare il personale. Cittadini e sanità hanno necessità di persone che dedichino tempo e ascolto, anche per risparmiare”.

 

La dignità dei territori

Secondo il dottor Inzoli, “i tagli lineari non hanno alcun senso, finiscono con l'impoverire l'intero sistema. Non è giustificabile tagliare le risorse dei centri efficienti. La Regione ha tutti gli strumenti necessari per mappare i costi standard”. Anche per il dirigente medico è positivo “integrare il settore socio con quello sanitario”. In chiusura ha spiegato che è il momento di smettere di mandare segnali errati alle persone: “non è vero che solo l'ospedale può curare”. E' sbagliato che solo l'ospedale possa prescrivere alcuni farmaci, soprattutto per pazienti cronici: “vanno valorizzati i medici di base; per esperienza diretta ne conosco di molto bravi nel territorio”. La Regione “deve restituire dignità ai territori”.

 

La competizione tra pubblico e privato

Deciso Andrea Bianchi, secondo il quale “come elemento regolatorio, la competizione tra strutture pubbliche e private evidentemente non ha funzionato”. Ha invece chiesto di definire con maggior cura l'ambito di pianificazione, elemento che che nelle Rsa porta ad un'enorme variazione, Walter Donzelli, presidente uscente della Fondazione Benefattori Cremaschi, secondo cui “le risorse stanziate per il sociale sono assolutamente insufficienti rispetto all'ambito sanitario, anche se spesso supplisce all'ospedale”.

 

Né tempo né soldi

 

Ha chiuso gli interventi Mara Baronchelli, ex sindaco di Pianengo e impegnata nel sociale: “molto bene che si parli di libro bianco e si trovino punti di incontro per un tema così importante, speriamo però che si traducano in realtà, perché nella vita di belle slide ne ho viste molte. Ora non abbiamo né tempo né soldi, non possiamo permetterci errori”.

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