14-04-2021 ore 17:28 | Politica - Monte Cremasco
di Claudia Cerioli

Monte Cremasco: minoranza combattiva su scuolabus, imposte e sostegni alle imprese

La discussione del bilancio e del documento unico di programmazione sono tra gli appuntamenti più importanti dell’anno amministrativo. Attraverso questi due adempimenti infatti si organizza, in base a spese ed entrate, il lavoro da svolgersi. A Monte Cremasco, il gruppo di minoranza di “ViviAmonte” con la capogruppo Francesca Montana e col consigliere Piercarlo Leoni, ha criticato alcuni punti e hanno votato contro. Il primo riguarda le aliquote e le imposte. La minoranza chiede di abbassarle, dato il momento sanitario ed economico difficile. Il sindaco Giuseppe Lupo Stanghellini non è d’accordo. “I valori sono tra i più bassi e ci sono stati alcuni paesi che hanno dovuto alzarli”. Lancia poi una frecciatina ricordando “proprio l’anno scorso a fronte della volontà mia e della maggioranza di abbassare la Tari a tutta la popolazione, la consigliera Montana la etichettò come un’operazione di propaganda elettorale. Ridurre l’Imu dunque non sarebbe la stessa cosa? Tra l’altro le due operazioni mostrano una differenza non da poco: abbassare la Tari con gli aiuti per il Covid, come noi avevamo proposto, non avrebbe intaccato i nostri conti mentre ritoccare l’Imu si”.

 

Niente scuolabus nuovo

Nel Dup, la maggioranza di ‘Uniti e Attivi’ ha inserito, per il 2023, l’acquisto di uno scuolabus, ma solo in caso di un contributo statale. Montana ha chiesto di “fare uno sforzo e di provvedere a cambiare il veicolo, ancora in funzione, ma usurato dal tempo”. Uno sforzo, secondo il sindaco “non così piccolo dato che un mezzo nuovo costa sui 120 mila euro. Quale padre di famiglia, che ha i conti in ordine ma non naviga nell’oro, cambierebbe l’automobile solo perché un po’ vecchiotta ma in tutto e per tutto efficiente? Insomma non si può avere tutto e bisogna fare delle scelte”. È seguita la richiesta, sempre da parte di ViviAmonte di procedere ad una seria ripartizione tra attività, artigiani e famiglie che hanno bisogno. “Non si possono infatti tenere bloccati fondi stanziati l’anno scorso per esigenze che forse non ci saranno mai. È il momento di agire subito, soprattutto per aiutare quelle realtà che non hanno potuto beneficiare di uno sconto del 25% sulla Tari”.

 

“Non spargiamo aiuto come fosse semenza”

“In più occasioni -ricorda il sindaco-abbiamo manifestato la nostra volontà di essere vicini a chi è nel bisogno e sinora, per quanto possibile, in concreto l’abbiamo fatto. Certo è che non vogliamo spargere aiuti come se fosse semenza per poi trovarci nella difficoltà di giustificare le nostre scelte. Ebbene i soldi che ci sono stati dati per la pandemia vanno giustificati per filo e per segno nel loro impiego e, nel caso in cui (come alcuni hanno fatto) le spese non sono giustificate o giustificabili, il Comune dovrà rendere i soldi allo Stato. Ma in questo caso credete che chi ha ricevuto aiuti li restituirà? Non crediamo proprio. Sarà l’intera comunità a farsi carico di un simile onere (sarebbe meglio dire errore scriteriato) e finirà che chi non ha ricevuto nulla dovrà mettere mani al portafoglio. Non è assolutamente nostra intenzione farlo. Chi ha bisogno e ne ha diritto, nei limiti in cui è consentito, avrà aiuto da parte nostra".

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