14-04-2019 ore 20:10 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Consiglio aperto sull’Europa: il sogno, i padri fondatori, Erasmus, federalismo e solidarietà

Durante il consiglio comunale aperto dedicato all’Europa e al dialogo coi cittadini, non sono mancati gli interventi dei referenti politici. A nome del Partito democratico Anna Acerbi ha ricostruito le numerose declinazioni europee a sostegno dei suoi cittadini, ha ribadito che “col risultato politico del 26 maggio verrà definito il futuro dell’Europa” e ha concluso augurandosi che l’appuntamento elettorale sia “la celebrazione delle diversità”. Per la Lega è intervenuto il capogruppo Andrea Agazzi: “l’Europa è casa mia, è casa nostra. Non dobbiamo permettere a nessuno di sostenere che vogliamo distruggerla solo perché alcuni filibustieri devono salvare un “sistema” di politici e poltrone. Noi non siamo la minaccia, siamo l’alternativa”. È necessario “cambiare le regole usando i sistemi della democrazia”, non è possibile “che basta anche solo un barcone proveniente dall’Africa per mettere in difficoltà 28 nazioni, c’è qualcosa che si sta rompendo”. I padri fondatori “hanno pensato che l’Europa potesse stare insieme trovando degli interessi comuni”.

 

Il sogno dei padri fondatori

“Se l’Europa vuol tornare a scaldare il cuore dai cittadini bisogna partire dall’ideale e dal sogno dei padri fondatori, riappassionare i giovani”. Antonio Agazzi, capogruppo di Forza Italia, ha ripercorso brevemente il tratto comune di Konrad Adenauer, Robert Schuman e Alcide De Gasperi, “uniti dalla conoscenza della lingua tedesca e dall’appartenenza a partiti cristiani”. Ha sostenuto che seppur procedendo nella direzione giusta, ovvero “garantendo la pace commerciale e tra le nazioni”, forse si è stati “troppo timidi”, accettando “qualche gradualità di troppo”, in particolare non giungendo alla “realizzazione di un esercito europeo”.

 

Largo ai giovani

Viaggiando per l’Europa, Marcello Bassi ha assicurato di aver imparato molto: “insieme alle varie persone incontrate, abbiamo condiviso il fatto che i politici non ci rappresentano. Sarebbe bello che capissero cosa significa vivere con la società civile per capire i loro problemi. Forse i politici attuali non potranno fare molto, per questo dobbiamo investire sui giovani”. Manuel Draghetti ha inizialmente fatto uno spot al candidato e poi ha sostenuto che il Movimento 5 stelle “crede fermamente nell’Unione europea ma non si riconosce in questo modello di Europa che da troppi anni allontana i popoli da questa importante e quanto mai necessaria istituzione”. In estrema sintesi “l’Europa deve cambiare” perché ha messo in atto politiche che hanno distrutto i mercati nazionali e obbligato a riforme “che hanno dimenticato i cittadini”.

 

Erasmus, federalismo e solidarietà
Proveniente da una famiglia di agricoltori, Davide Bosio ha voluto fare un confronto tra la generazione del padre e la sua. Ha raccontato di aver conosciuto il peso dell’Unione europea, in particolare al tema delle quote latte e al limite alla produzione imposta nel 1983. “Nonostante gli errori del passato” e le sofferenze e ai sacrifici patite dalla famiglia, s’è detto “fortemente europeista”. Ha apprezzato e colto le opportunità del progetto Erasmus: “l’Italia è come la piccola via di un grande paese. Dobbiamo conoscere anche le altre vie. Conoscere le altre realtà europee aiuterà i giovani a costruire un futuro migliore, superando le divergenze”. Un intervento che ha raccolto gli applausi più calorosi della serata. Per Giorgio Cardile, della Consulta dei giovani, va superata la politica dei veti, ha chiesto “federalismo” e “Stati uniti d’Europa, una politica definita, una nuova Europa”, ravvisando negli ultimi anni “mancanza di solidarietà”.

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