
“Si registra un malessere generale a livello nazionale dei dipendenti del comparto sanità. La situazione è particolarmente acuta nei piccoli centri periferici. Anche quello di Crema non è esente”. Così Chiara Agosti, segretaria organizzativa della Fp Cgil con delega alla sanità affronta la carenza di personale a livello nazionale: “nei piccoli centri la fuga di personale, in particolare di infermieri, è evidente e trova diverse motivazioni. Tra queste, le mobilità di persone che puntano a riavvicinarsi alla zona d'origine, ma non sono pochi nemmeno i professionisti che decidono di trasferirsi all'estero o di abbandonare definitivamente la professione infermieristica o di cura”. Se, da un lato, si rende necessario rivedere le condizioni organizzative, dall'altro si pone anche un delicato tema di “attrattività della professione”.
La situazione a Crema
Concentrando l'attenzione sul presidio di Crema, scorrendo lo storico dell'albo pretorio le dimissioni complessivamente intercorse nel 2025 sono state poco più di 150 per tutti i profili professionali. Nel 2024 e nel 2023 erano state circa 130. Secondo Agosti “si tratta di numeri degni di nota, che raccontano di una fuga di personale, al pari di quanto avviene in altri piccoli centri. Non si tratta al momento di una situazione peculiare”. É vero, piuttosto, che la sanità pubblica sta genericamente affrontando un periodo di crisi profonda e diffusa. “Stiamo da tempo interloquendo con la direzione strategica, affinché non solo si prosegua nell'emissione di bandi di concorso ed avvisi a tempo determinato ai fini del reclutamento di nuovo personale, ma si lavori per valorizzare e trattenere il personale esistente”.
Attrattività per giovani professionisti
Il numero di dipendenti dell'Asst di Crema al 31 ottobre 2025 si attestava a 1457 di cui 1173 del comparto e 284 della dirigenza. In base a quanto riportato nella delibera numero 61 del 29 gennaio 2026: "la forza lavoro è rappresentata per il 73 per cento da donne: su 1457 unità, 393 sono uomini, 1064 sono donne. In rapporto alle classi di età il 30 per cento dei dipendenti è incluso nella fascia di età tra 51 e 60 anni, il 23 per cento nella fascia 31-40, il 21 per cento nella fascia 41-50, il 14 per cento nella fascia over 60 e il 12 per cento nella fascia under 30". La sfida resta, quindi, quella di rendere l'Asst attrattiva per giovani ed ambiziosi professionisti.
Welfare center aziendale
Come reso noto dall'assessore regionale Guido Bertolaso su sollecitazione del consigliere del territorio Matteo Piloni, la direzione generale sta lavorando alla realizzazione di un welfare center aziendale, ovvero “un polo integrato di servizi a supporto del personale, funzionalmente connesso al presidio ospedaliero esistente. Le valutazioni preliminari in corso riguardano l’inserimento delle seguenti funzioni: servizi per l'infanzia con previsione di nido aziendale, foresteria aziendale per l'accoglienza temporanea di personale, un servizio di mensa interna, opere di supporto alla mobilità, con valutazione preliminare della realizzazione di un parcheggio interrato su due livelli”. Il progetto dovrà poi essere valutato dalla direzione generale welfare di regione Lombardia. Sullo stesso tema il consiglio regionale ha di recente approvato un ordine del giorno presentato dal Partito democratico.
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