13-08-2019 ore 19:34 | Politica - Dal cremasco
di Andrea Galvani

Cremasco. Stato di calamità, richieste entro lunedì 19 agosto. I sindaci uniscono le forze

Lunedì 19 agosto scade il termine per presentare la documentazione riguardante i danni subiti a causa del maltempo. I cittadini sono invitati a compilare i moduli ricordando di fare particolarmente attenzione a dettagliare i danni subiti inserendo una stima credibile (in allegato quello del Comune di Crema). L’obiettivo del vertice odierno è l'unione delle forze nel tentativo di far pesare maggiormente la richiesta di fondi. Al contempo nulla è scontato, come ha insegnato l’amara vicenda di Campagnola un paio d’anni fa.

 

Elementi positivi e negativi

Una ventina di sindaci dell’Area omogenea cremasca si sono confrontati nel tardo pomeriggio di oggi a Crema. Hanno condiviso le esperienze e concordato una strategia per richiedere lo stato di calamità naturale territoriale. Il maltempo ha colpito la stragrande maggioranza dei Comuni del territorio. Detto della quantità e della bontà degli interventi compiuti dalle forze dell’ordine (polizia di Stato e locale, carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile) e dai cittadini che si sono rimboccati le maniche, non sono mancate alcune criticità.

 

Enel e amianto

In particolare per gli amministratori è risultato complicato (talvolta impossibile) riuscire a parlare con un operatore dell’Enel (anche utilizzando i numeri di emergenza) per segnalare e concordare i vari interventi, fronteggiando al contempo la rabbia e la frustrazione dei cittadini per i danni, i disservizi e in alcuni casi l’assenza o la carenza di informazioni. Particolarmente delicato il tema del recupero e smaltimento dell’amianto, visto che i privati non possono (e non devono, visto il pericolo sanitario e il rischio di sanzioni) far da sé.

 

Il prossimo futuro

Il presidente dell’Area omogenea cremasca, Aldo Casorati, domattina invierà tramite Pec alla Regione Lombardia un documento con la richiesta ufficiale di stato di calamità naturale territoriale. Nelle prossime settimane si riuniranno per trovare strategie comunicative comuni: dalla diffusione capillare delle varie allerte meteo (cosa che fanno regolarmente i giornali e alcune amministrazioni) ad un protocollo comune per la gestione delle situazioni d’emergenza.

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