
“Dobbiamo chiederci, come adulti e come comunità, che cosa stiamo insegnando ai più giovani. Quali modelli stiamo offrendo? Quali alternative stiamo costruendo a una cultura fondata sull’apparenza, sulla competizione permanente, sul denaro e sulla capacità di imporsi sugli altri?” Questa la riflessione di Cecilia Gipponi e Paolo Losco, rispettivamente coordinatrice locale e coordinatore provinciale di Sinistra italiana, dopo il secondo caso di omicidio in pochi mesi, costato la vita ad un diciannovenne.
Un fenomeno trasversale
Per i due esponenti di Sinistra Italiana, la fragilità giovanile è un fenomeno trasversale che deve interrogare il mondo adulto: “questa fragilità riguarda tutti. Riguarda i giovani di origine straniera, spesso nati e cresciuti qui, che continuano a essere trattati come intrusi da una retorica spietata e divisiva. E riguarda i giovani italiani, segnati dall’isolamento, dalla precarietà e da una pressione continua alla prestazione. Alimentare la contrapposizione tra noi e loro non rende nessuno più sicuro: aumenta distanza, rancore e solitudine. In queste ore abbiamo letto anche commenti disumani come uno in meno. Non sono sfoghi marginali: mostrano quanto il disprezzo per la vita altrui sia stato normalizzato e quanto sia urgente ricostruire responsabilità e umanità condivise”.
Contro lo sciacallaggio politico
Gli esponenti condannano “lo sciacallaggio politico di chi trasforma una tragedia nell’ennesima occasione per alimentare paura, odio e divisione, ergendosi poi a paladino della sicurezza. Anche il governo nazionale deve assumersi le proprie responsabilità: in quattro anni ha moltiplicato proclami e decreti farsa, senza intervenire adeguatamente sulle condizioni di lavoro, sulla carenza di organico e sulle risorse per le forze dell’ordine, lasciate troppo spesso sole a gestire tensioni sociali crescenti".
'Alla violenza dobbiamo rispondere con la giustizia'
"La sicurezza non può essere una parola da agitare soltanto nelle emergenze. Richiede personale, mezzi e presenza sul territorio, ma anche prevenzione sociale. Accanto ai necessari presidi di sicurezza, è indispensabile investire nella scuola, nei servizi territoriali, negli spazi di aggregazione, nell’associazionismo e nell’integrazione reale. La vera prevenzione si costruisce ricucendo legami e restituendo centralità alle reti sociali. Una comunità forte, coesa e inclusiva è il più solido antidoto alla violenza. Come Sinistra Italiana continueremo a batterci per una città che non ceda alla paura né alla strumentalizzazione, che sappia proteggere le persone e affrontare le cause profonde del disagio. Alla violenza dobbiamo rispondere con la giustizia, la responsabilità e la ricostruzione di una comunità solidale e sicura per tutte e tutti”.