13-03-2018 ore 19:21 | Politica - Cremasco
di Andrea Galvani

Cremasco. Pozzi inquinati, le analisi Arpa. Solventi clorurati, ora indagini a tutto campo

Pozzi inquinati nell’alto cremasco. I risultati tanto attesi sono arrivati. E non sono per nulla positivi. L’Arpa ha ufficialmente comunicato all’area omogenea cremasca, alle province di Bergamo e Cremona, a Padania Acque e all’Ats Val Padana, l’esito del monitoraggio delle acque sotterranee effettuato lo scorso 29 gennaio. Il tutto in seguito ad un “procedimento di bonifica presso un insediamento produttivo di Isso, a circa 400 metri dal confine provinciale di Cremona”.

 

Triclorometano e tetracloroetilene

Dai rapporti di prova del laboratorio di Brescia (protocollo 25371), risulta accertato “il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione” per quanto concerne il triclorometano e tetracloroetilene nel pozzo 1 (uso irriguo, situato a Castel Gabbiano, a 40 metri di profondità). Sempre per il tricloromerano soglia di legge superata anche nel pozzo 3, sempre a Castel Gabbiano. In questo caso il pozzo è ad “uso antincendio” e la profondità a 30,5 metri. Nessun superamento nel pozzo 2, ad uso irriguo, nel comune di Camisano, ad una profondità di 49 metri.


Nuovi sopralluoghi e prelievi

L’Arpa, tramite il direttore dei dipartimenti di Bergamo e Cremona, l’ingegnere Fiorenzo Songini, spiega di aver partecipato, il 27 febbraio, ad un incontro tecnico congiunto convocato e tenuto presso la provincia di Bergamo. Nell’occasione l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha testualmente fornito “disponibilità ad effettuare d’ufficio attività di campo mediante sopralluoghi e prelievi di campioni da pozzi in entrambi i territori provinciali di Bergamo e Cremona e successive attività analitiche presso l’unità operativa Arpa di Brescia”.


Solventi clorurati”

Verranno cercati “solventi clorurati”. Le amministrazioni provinciali dovranno “individuare i pozzi idonei al previsto monitoraggio”, quindi convocheranno “un nuovo incontro congiunto per la valutazione degli esiti analitici ed il proseguo delle attività”. Nei giorni scorsi hanno espresso forte preoccupazione i sindaci cremaschi e l'ufficio d'ambito. Sottolineando che la vicenda non riguarda l'acqua destinata al consumo umano. In allegato gli approfondimenti. 

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