12-07-2026 ore 14:56 | Politica - Crema
di Gloria Giavaldi

Crema, il centrodestra sollecita la commissione sicurezza: 'il sindaco riferisca prontamente'

“Alla luce degli ulteriori terribili accadimenti, che lasciano sgomento, dolore, preoccupazione in tutti i cittadini, il centrodestra chiede chiede la convocazione urgente della commissione sicurezza Il sindaco riferisca anche delle decisioni prese al tavolo della prefettura ed illustri quali azioni l'amministrazione intenda mettere in campo, dopo che per anni ha parlato solo di percezioni. I fatti dimostrano il contrario, e da tempo”. Dopo l'ultimo accoltellamento avvenuto questa notte tra viale Repubblica e via Cresmiero, a seguito del quale ha perso la vita un giovane di 19 anni, il centrodestra cremasco, unito, vuole vederci chiaro. Lo ha fatto sapere la capogruppo di Forza Italia Laura Zanibelli.

 

'Non un  caso isolato'

Con lei anche il capogruppo del Carroccio, Andrea Bergamaschini. Dopo aver espresso “cordoglio e vicinanza alla famiglia della vittima e piena fiducia nell'attività delle forze dell'ordine e della magistratura” Bergamaschini ha sottolineato come “questo non sia un fatto isolato. Crema nell'ultimo periodo è stata teatro di fatti gravissimi: le violenze avvenute in piazza Di Rauso, il drammatico omicidio di San Bernardino e ora questo nuovo fatto di sangue che sconvolge l’intera comunità. Episodi diversi tra loro, sui quali saranno le autorità competenti ad accertare ogni responsabilità, ma che impongono una riflessione seria sul clima di sicurezza che si vive in città”.

 

'Non è solo percezione'

“Per troppo tempo il centrosinistra ha liquidato le preoccupazioni dei cittadini parlando di percezione di insicurezza. Oggi è evidente che il problema non può più essere ridotto a una semplice percezione. I cremaschi chiedono di poter vivere la propria città in serenità e hanno diritto a risposte concrete, non a minimizzazioni o slogan. Il rispetto della legalità e la tutela del decoro pubblico non sono opzioni, ma presupposti essenziali per la convivenza civile. L’inadeguatezza delle risposte fornite finora di fronte a fenomeni di marginalità non è più tollerabile e richiede un’assunzione di responsabilità istituzionale volta a ripristinare la piena applicazione delle regole. A fronte dell'evidente fallimento delle politiche di integrazione da quella parte politica che oggi governa la città, è doveroso un cambio di rotta che ripristini, senza ambiguità, il primato delle regole e la sicurezza dell'intera comunità. Non si tratta di alimentare divisioni o di cercare facili colpevoli, ma di prendere atto che alcune scelte politiche si sono dimostrate insufficienti. Continuare a negare il problema o minimizzarlo significa fare un torto ai cittadini e a una città che merita di tornare a sentirsi sicura. Questa tragedia deve rappresentare un momento di riflessione profonda per tutta la comunità e per chi, in questi anni, ha governato la città”.

 

Da piazza di Rauso ad oggi

Sulla stessa linea Ilaria Chiodo della lista Borghetti sindaco: “ sono personalmente affranta ed emotivamente provata dall’accaduto”. Secondo la consigliera Chiodo, il ragazzo rimasto vittima dell'aggressione avrebbe, ormai tre settimane fa, “partecipato al terribile episodio dell’appostamento in Piazza di Rauso, durato ben 32 ore. Durante quell’episodio – spiega Chiodo - i ragazzi coinvolti avevano fatto un abuso costante di bombole di protossido di azoto, il cosiddetto gas esilarante, tant’è che il vicinato aveva chiamato l’ambulanza, poiché proprio il ragazzo deceduto si era sentito male. In quell'occasione, avevo cercato più volte di stabilire un dialogo con loro, rimanendo presente in piazza per tutto il tempo. Avevo chiesto all’amministrazione comunale di inviarmi un educatore di strada o un assistente sociale, ma purtroppo mi era stato detto che non c'era personale disponibile, essendo un fine settimana. Solo a tarda sera, l’assessore alle politiche giovanili era riuscito a raggiungermi e ho passato la serata e una parte della nottata, prima da sola e poi con la polizia locale, cercando di convincere i ragazzi, tra cui purtroppo quello che è stato ucciso, a tornare a casa e ad allontanarsi da queste situazioni di violenza”.

 

'Gravi responsabilità'

“Questo ennesimo dramma mette in evidenza le gravi responsabilità dell’amministrazione. Dentro di me rimane un profondo stato di delusione e amarezza; se quella sera fossi stata raggiunta da un educatore di strada, forse, avremmo potuto essere più efficaci, avremmo potuto identificare quel ragazzo, instaurare con lui un dialogo più efficace e monitorarlo nei giorni successivi. Non sapremo mai se un intervento tempestivo e adeguato, quella sera, da parte dell’amministrazione comunale avrebbe evitato questa tragedia, ma so per certo che la mancanza di azione ha contribuito a far sì che questi ragazzi non venissero intercettati, agganciati o considerati nell’avvio immediato di un percorso di fuoriuscita da queste situazioni di violenza”.

 

'La percezione dei cittadini è importante'

Simone Beretta, consigliere comunale di Noi moderati, si definisce "profondamente scioccato: Crema non merita tutto questo. Non voglio addebitare all'amministraione responsabiltà particolari, ma chiedo alla giunta di impegnarsi meno in iniziative goderecce e di investire di più su azioni che possano ristabilire la serenità della nostra comunità. Gli omicidi, le risse, gli episodi criminosi stanno aumentando e a Crema tutto questo fa paura. L'operato delle forze dell'ordine è prezioso, ma non è più sufficiente: lo dico a tutti, prefettura compresa, servono rinforzi, bisogna fare di più. La percezione delle persone non va sminuita, ancorandosi a dati statistici che ci dicono che siamo migliori di altri. Le persone hanno paura e questo fatto non va sottovalutato. Certi fenomeni vanno affrontati con coraggio sul nascere, avviando in tempo percorsi di recupero e di reinserimento sociale. Ne va della serenità di tutta la nostra comunità".