
“Come forza consiliare, chiediamo al sindaco e alla giunta di farsi promotori immediati presso la prefettura di Cremona per richiedere l'invio straordinario e continuativo dei Reparti prevenzione crimine, almeno per tutta la durata dell’emergenza dovuta alla chiusura del ponte. Servono pattugliamenti ad alto impatto e posti di blocco strategici, per blindare e proteggere i cittadini di San Bernardino, Castelnuovo e Vergonzana”. I consiglieri comunali di Fratelli d'Italia Emanuela Schiavini, Paolo Patrini, Beppe Torrisi e Giovanni De Grazia esigono dall'amministrazione “risposte rapide. I cremaschi non possono pagare le colpe dell'incuria logistica del centrosinistra restando anche alla mercé della microcriminalità. Noi non faremo sconti”.
Crema spaccata in due
I quattro osservano come “la gestione della sicurezza e delle infrastrutture a Crema sia ormai da monitorare costantemente”. Dall'omicidio a san Bernardino, fino ai più recenti fatti di cronaca in Piazza di Rauso, in Via D’Andrea e ai Sabbioni, senza dimenticare “l'emergenza totale scaturita dalla chiusura improvvisa del ponte di Via Cadorna: “questi episodi stanno esponendo la nostra città e i suoi quartieri a rischi enormi sul fronte criminalità. Con il ponte di Via Cadorna sbarrato, la città si ritrova letteralmente spaccata in due”.
Problema sicurezza
“Oltre ai gravissimi danni economici e ai disagi insostenibili per la viabilità, c'è un enorme problema di sicurezza che la giunta sta colpevolmente ignorando: quartieri popolosi come San Bernardino e Castelnuovo, insieme alla frazione di Vergonzana, si trovano oggi pesantemente penalizzati e quasi isolati dal resto del centro cittadino. Questa condizione di isolamento logistico li rende prede facili e vulnerabili per la criminalità predatoria. I tempi di intervento dei mezzi di soccorso e delle pattuglie rischiano di allungarsi a causa del traffico congestionato sulle poche vie alternative, mentre i malviventi sanno di poter sfruttare vie di fuga prevedibili o zone meno presidiate”.
Nel passato
Il gruppo consiliare ricorda come “ nei primi anni 2000, Crema e il suo circondario vissero il dramma dell'emergenza delle rapine in villa. Quella stagione buia fu superata solo grazie a una reazione d'urto dello Stato, che inviò i Reparti prevenzione crimine della Polizia di Stato per presidiare capillarmente per due anni di fila i quartieri e le arterie stradali. Oggi, con una viabilità cittadina in tilt e intere comunità periferiche lasciate più fragili, rischiamo di scivolare nuovamente in quella spirale se non si interviene subito. Il lavoro delle nostre forze dell’ordine e della polizia locale è encomiabile, ma l'organico attuale non può farsi carico da solo di gestire la sicurezza ordinaria e le complicazioni nate da questa emergenza viabilistica”.