10-12-2019 ore 20:30 | Politica - Dalla provincia
di Andrea Galvani

Parità: cresce la ‘domanda esplicita di aiuto’, le madri lavoratrici sono spesso discriminate

“Pari opportunità e lotta alle discriminazioni?” Secondo la consigliera di parità della provincia di Cremona, Carmela Fazzi, “tanto è stato fatto, molto è ancora da fare”. Presentando la relazione di fine mandato, ha spiegato che le molestie sui luoghi di lavoro sono in aumento: negli ultimi quattro anni sono stati affrontati 56 casi. Tra gli aspetti positivi l’aumento dei Comitati unici di garanzia, passati da 13 a 39 ed i Piani delle azioni positive nella pubblica amministrazione, cresciuti da 8 a ben 57. Un lavoro compiuto nonostante le ristrettezze economiche e su precisa volontà dell'amministrazione provinciale. 

 

Principio di non discriminazione

A guidare l’azione della consigliera di parità “il rispetto del principio di non discriminazione e la promozione delle pari opportunità, fornendo informazioni sui diritti e sulle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori offrendo loro consulenza in merito all'accertamento della situazione di discriminazione sul lavoro”. Se i casi trattati sono stati 56, “gli accessi sono stati molto più numerosi, ma molte persone decidono di non procedere per non rischiare situazioni più gravi”. “Le tipologie più ricorrenti dei casi trattati: discriminazioni per maternità 25% circa, conciliazione vita-lavoro (part-time, flessibilità oraria) 35% circa, molestie verbali e vessazioni (sono aumentate molto in quest'ultimo anno) 25% circa, altro (congedi paternità, casi di natura collettiva o multipli) 15% circa; dei casi trattati l' 80% circa è stato risolto in via stragiudiziale positivamente, alcuni casi sono ancora in corso”.

 

Domanda esplicita di aiuto

“Nella sostanza dai dati relativi ai casi trattati si può rilevare come emerga una “domanda esplicita di aiuto” dalle parte di donne con figli e una evidente necessità di attivare azioni positive volte a rimuovere discriminazioni dirette ed indirette nei confronti delle lavoratrici madri, che segnalano un'acuta percezione di un “clima ostile aziendale” nel momento dell'annuncio della maternità o della richiesta di flessibilità dell'orario per necessità concernenti il lavoro di cura in generale (anziani, disabili). Una situazione che conferma quanto rilevato su scala nazionale, visto l'ancora troppo alto numero di lavoratrici che lasciano il lavoro per l'impossibilità di conciliare vita familiare e vita professionale”.

 

La rete provinciale

Alla presentazione hanno preso parte anche i referenti degli Enti che compongono la rete territoriale di tutela in materia di pari opportunità. Il vice presidente della Provincia Rosolino Azzali e Rosita Viola (assessore alle politiche sociali di Cremona), Emanuela Nichetti (assessore alla cultura e pari opportunità di Crema), Fabio Donati (funzionario Ust), Roberta Mozzi, (dirigente Torriani) Uliana Garoli (Fondazione città di Cremona), Elisa Bentivoglio (presidente Comitato unico garanzia), Daniela Polenghi (presidente Forum Terzo Settore), Jindra Rubasova, (presidente Anteas Cremona), Elena Guerreschi (Aida onlus), Greta Savazzi (coordinatore Onlus Mia Casalmaggiore), Mirella Ferrarese (direttore ispettorato del lavoro Cremona) e Michelina Ambrosino (Funzionario Ispettorato), Maria Teresa Carrera (presidente Comitato Uisp-Asp).

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