10-10-2018 ore 18:12 | Politica - Cremasco
di Andrea Galvani

Scrp, la diffida degli otto dissidenti: 'misura cautelativa, no alla svalutazione delle quote'

Novità per quanto concerne Scrp, la società recentemente messa in liquidazione dai soci (qui il dettaglio). L’avvocato Raffaella Bordogna, amministrativista del Foro di Bergamo, tutelerà i comuni usciti da Scrp. Stando alle norme vigenti gli ‘otto dissidenti’ - Soncino, Ticengo, Romanengo, Casaletto di Sopra, Salvirola, Casale Cremasco Vidolasco, Trescore, Palazzo Pignano - devono ricevere entro la fine di quest’anno oltre 3 milioni di euro.

 

Il deprezzamento delle azioni

I sindaci hanno condiviso la linea suggerita dal legale: agli amministratori di Scrp verrà inviata una lettera di diffida “affinché non agiscano per ottenere un deprezzamento del valore delle azioni che dovrà rimanere pari a quello fissato al momento del recesso. Una misura cautelativa scaturita dalla improvvisa decisione di liquidare Scrp e di fare confluire gli asset aziendali nella controllata di Scrp, operazione difficile da spiegare in quanto va nella direzione opposta con quanto sostenuto fino a poche settimane fa e cioè che Consorzio.it sarebbe stato sciolto per essere incorporato in Scrp”. Secondo loro si tratterebbe di un’operazione con riflessi negativi per tutti, anche per i Comuni rimasti all’interno della Società cremasca reti e patrimonio.

 

Liquidazione incomprensibile”

Secondo gli amministratori cremaschi “è difficile comprendere il motivo della liquidazione di una società che, sempre fino a poche settimane fa, veniva esaltata per la solidità, tanto che veniva enfatizzato anche il pagamento dei soci dei dividendi. L’avvocato si è riservato poi di verificare la possibilità di un ricorso alla Corte dei Conti per accertare un eventuale danno erariale”. Il mandato di liquidare Scrp dovrebbe essere “un professionista esterno alla società in contrasto con i rumours che danno invece sui blocchi di partenza un tecnico o un amministratore che ha gestito in prima persona Scrp”.

 

Il referente e il motivo della rottura

Gabriele Gallina, sindaco di Soncino, sarà il referente dei ‘dissidenti’. Per loro è importante si sappia che “la rottura con Scrp è solo ed unicamente tecnica e non politica e che se si è giunti a questa decisione è per la mancata volontà di dialogo di chi, per il ruolo che ricopre nel territorio cremasco, avrebbe dovuto aggregare, invece che dividere. E la decisione di liquidare Scrp dimostra che le critiche mosse per anni dai sindaci dissidenti alla gestione della società non erano campate per aria, ma reali e concrete, ma purtroppo inascoltate. L’auspicio è che non ci sia la necessità di andare in tribunale”.

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