
Oggi pomeriggo nella piazza centrale di Crema, tra municipio e cattedrale, si sono riunite molte persone. L’occasione non è festiva. Anzi. Organizzata dal movimento milanese Free Gaza e volutamente apartitica, porta un messaggio chiaro: fermare la guerra, cessare le violenze, consentire il soccorso alla popolazione inerme, stremata dopo mesi di bombardamenti e privazioni.
Testimoniare il proprio dissenso
Presente a titolo personale e non in rappresentanza dell’amministrazione comunale, Franco Bordo è molto chiaro: “Bisogna esserci sempre di fronte ad ogni guerra, alle atrocità, ai massacri. Anche nei confronti di questo genocidio, portato avanti dal governo di Israele nei confronti del popolo palestinese bisogna esserci, almeno per testimoniare il proprio netto dissenso e la forte richiesta di fermare la violenza e la guerra. Bisogna esserci anche perché i nostri paesi occidentali, l’Italia, l’Europa, si sono mostrati e si stanno mostrando ancora deboli nei confronti di queste atrocità. Questo ci chiama in causa direttamente. Per questo motivo ho deciso di essere qui”.
La posizione dell'Anpi
“La nostra associazione – spiega il presidente Paolo Balzari - ha sempre espresso solidarietà e vicinanza al popolo palestinese. La nostra recente iniziativa "Carovana per Gaza"una raccolta fondi in collaborazione con Emergency per sostenere la loro attività sanitaria a Gaza e nei territori di Palestina. Cosi come l' iniziativa per il riconoscimento dello Stato di Palestina,invitando le amministrazioni ad approvare ordini del giorno, mozioni,che vadano in questo senso ,nel solco dei due popolo due stati. Anche con l' iniziativa di oggi aperta a tutti, vogliamo richiamare il valore della solidarietà,il ripudio della guerra come soluzione delle controversie politiche,il diritto di un popolo quello palestinese ad una terra,e la denuncia di quanto da anni ma soprattutto in questi mesi succede a Gaza e nei territori palestinesi, il superamento di ogni limite di umanità e civiltà,una spirale di di barbarie e sangue innocente messa in atto dalle forze militari israeliane. Ci sentiamo impotenti di fronte al grande campo di concentramento che Israele ha trasformato Gaza. Ma non possiamo fermarci ,oggi siamo di nuovo in piazza con la forza della partecipazione, tutti uniti in un solo grido basta, basta, fermatevi. Gli organismi internazionali si facciano promotori di una soluzione politica che imponga con forza la fine dell'occupazione militare israeliana, l'apertura di corridoio umanitari,che si ponga fine a questo massacro di innocenti che assume sempre più il carattere di un vero e proprio genocidio”.
La voce di chi non si arrende
Come sottolineato da Paolo Losco, “la manifestazione di oggi, che ha visto la presenza di circa 200 persone, con il suo silenzio assordante, è stata la voce di chi non si rassegna all’indifferenza: di fronte a un genocidio non basta voltarsi dall’altra parte. Il governo italiano non ha mai interrotto l’export di armi, l’acquisto di tecnologie militari né i rapporti economici con Israele e balbetta di fronte a chi chiede di riconoscere lo Stato di Palestina. È così che diventa complice, con i suoi silenzi e le sue scelte, di quello che a Gaza è una tragedia umanitaria. Chiediamo il riconoscimento immediato dello Stato di Palestina, la fine di ogni cooperazione militare e un embargo europeo sulle forniture di armi. Chiediamo il rispetto del diritto internazionale, dando seguito agli ordini di cattura verso i criminali di guerra guidati da Netanyahu. Bisogna fermare questo massacro, smantellare gli insediamenti illegali e aprire una vera conferenza internazionale di pace che garantisca i diritti del popolo palestinese. Il silenzio di oggi in piazza non è indifferenza: è la voce di chi non si arrende. Continueremo a farla sentire finché il nostro Paese non sceglierà la parte giusta: quella del diritto internazionale dei diritti umani e della giustizia”.