10-06-2024 ore 10:58 | Politica - Crema
di redazione

Lettere al giornale. Europee 2024: ‘Sciogliere la Dc errore storico sempre più evidente’

“Gentilissimo Direttore, sempre più evidente l’errore storico commesso in Italia con lo scioglimento della Dc e con l’incapacità di farla evolvere a perno di un polo moderato, alternativo alla sinistra. Laddove i partiti popolari d’ispirazione cristiana hanno assunto tale funzione e collocazione sono riusciti e riescono a contenere l’avanzata delle destre di matrice nazionalista (è il caso, in generale, del Partito Popolare Europeo e della Cdu-Csu in Germania).

 

Ho sempre avuto grande stima del Prof. Buttiglione, che seppe perfino essere ‘profetico’: “La Dc - amava sostenere - è un partito di centro con una dirigenza di sinistra e un elettorato di destra, che vota Dc per paura dei comunisti; la fine del comunismo e il sistema maggioritario costringono la Dc a una scelta: o va più d’accordo col suo elettorato e diventa una forza moderata e alternativa alla sinistra, o la Lega e il Movimento sociale le ruberanno l’elettorato, profittando della rivoluzione giudiziaria”. “La Dc finì perché non volle trasformarsi in un partito conservatore europeo”, scrive Gianfranco Rotondi nel suo ‘La variante Dc’. La parentesi berlusconiana, l’adesione di Forza Italia al Ppe (come la Dc in precedenza) - aggiungo io - hanno solo un poco ritardato tale epilogo, oggi in atto. (E, per fortuna, nel contesto della nostra maggioranza di governo, regge Forza Italia).

 

“Il filosofo provò persino a ricevere Romano Prodi a Piazza del Gesù. Un dialogo tra sordi sarebbe stato più vivace e cordiale. Rocco e Romano si respingevano perché entrambi avevano un progetto, ma opposto: per Buttiglione bisognava costruire il bipolarismo europeo Ppe-Pse e i popolari dovevano costruire il Ppe; per Prodi il modello era quello americano, coi repubblicani rappresentati da Berlusconi e i democratici capaci di saldare il centro e la sinistra, gli eredi della Dc e del Pci in una forza nuova. Buttiglione e Prodi entravano nella transizione con due progetti incompatibili”. “Non farò della carne popolare bistecche per la socialdemocrazia”, spiegava Buttiglione ai giornalisti. In ciò risiedono le motivazioni della scissione del Ppi e, in definitiva, quelle dell’attuale, evidente marginalità del cattolicesimo politico italiano”. Antonio Agazzi, Crema.

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