10-03-2015 ore 08:47 | Politica - Bruxelles
di Angelo Tagliani

Parità scolastica, Salini: “niente alibi per il governo. Su questo tema l'Italia è un Paese arretrato. Serve maggiore coraggio”

Per Massimiliano Salini si tratta dell'esigenza di arrivare a un'effettiva parità scolastica. Il governo italiano è impegnato nella preparazione del testo definitivo del decreto di legge sulla scuola, ma pare appurato che saranno previste detrazioni per i genitori che iscrivono i figli alle paritarie. Secondo l'eurodeputato del Nuovo centro destra si tratta di “un passo importante, di cui tenere conto. In particolare per quel che riguarda un principio fondamentale: agevolare la libertà di scelta è un bene per tutti. Questo deve diventare parte integrante del metodo con cui vengono concepite le politiche scolastiche”.


 

L'aspetto economico

Salini si dice però “deluso” dall'aspetto economico: “un pacchetto di 60 milioni di euro per le detrazioni è cosa talmente esigua da non incidere affatto. Bisognerà vedere inoltre se queste risorse andranno o no ad aggiungersi alle altre - anch'esse esigue e per di più incerte - che già annualmente in finanziaria vengono previste a sostegno delle paritarie: da più di 500 milioni negli anni scorsi siamo già scesi a 450 milioni circa, meno dell'1% della spesa per la scuola statale”.


 

Finanziamenti diretti e indiretti

Secondo l'ex presidente della Provincia di Cremona “bisogna avere più coraggio. Finanziamenti diretti e indiretti alle paritarie non sono affatto incostituzionali. Chi si riempie la bocca del «senza oneri per lo Stato» non conosce, o finge di non conoscere, i lavori della Costituente, da cui emerge chiaramente che quella clausola indica solo il fatto che le scuole non statali non possono pretendere finanziamenti come cosa dovuta, ma non impedisce affatto allo Stato di decidere liberamente qualsiasi tipo di sostegno, anche finanziario. Soprattutto a fronte di una situazione in cui lo Stato non solo non ha nessun onere, ma ha anzi grandi vantaggi anche in termini di risorse, circa 6 miliardi di euro all'anno, dal fatto che esistano scuole paritarie che fanno un servizio pubblico garantendo l'esercizio del diritto allo studio”.


 

La buona battaglia

Salini assicura che non smetterà “di combattere questa buona battaglia. E nessuna azione, anche se positiva, potrà essere un alibi per dire che tutto va bene perché «almeno qualcosa è stato fatto». Su questo argomento l'Italia è un paese arretrato. Alziamo lo sguardo e guardiamo ad esempi come Olanda, Inghilterra, Francia, Usa, dove la parità ha generato miglioramenti di ogni tipo nel sistema scolastico. C'è molta strada da fare e la battaglia è ancora lunga”.

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