09-12-2016 ore 10:03 | Politica - Strasburgo
di Andrea Galvani

Informazione online. Risoluzione Consiglio d'Europa: “fare leggi contro le bufale sul web”. Nel mirino siti e blog "abusivi"

“L’informazione su internet deve rispondere alle stesse norme editoriali della comunicazione stampata o televisiva per evitare il diffondersi di notizie false che, nel mondo di internet, riescono pericolosamente a risultare credibili”. Questo il fulcro del rapporto Media online e giornalismo: sfide e responsabilità scritto dalla senatrice italiana Adele Gambaro e approvato all'unanimità dalla commissione cultura dell'assemblea parlamentare.

 

Ripercussioni sulla democrazia

“La questione delle notizie false messe in circolazione, in particolare attraverso internet, diventa ogni giorno più urgente, e i fatti dimostrano quanto l'argomento sia importante non solo per chi fa politica ma per tutti i cittadini per le ripercussioni che può avere sulla democrazia” ha dichiarato la senatrice all’Ansa. “La risoluzione arriverà a gennaio anche all’esame dell’Assemblea – prosegue la senatrice – con l’obiettivo di impegnare i parlamenti nazionali ad affrontare, con leggi ad hoc, l’assurda situazione in cui ci troviamo con il giornalismo in declino e i media online, non conformi agli standard giornalistici professionali, in crescita esponenziale. Evidenti i rischi per la qualità dell’informazione. Un dibattito che non può escludere le Federazioni della stampa europee e tutti i fornitori di servizi online, legati alla diffusione dell’informazione, che hanno l’obbligo di cooperare nella lotta contro i contenuti illegali e distorti, spesso diffusi sul web”.

 

Illegalità diffusa

Nel mirino degli organismi di categoria i siti internet e le pagine Facebook che pubblicano notizie evadendo le disposizioni fiscali e legali attraverso un mero annuncio: “Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001”. Nella realtà dei fatti sono spesso gestiti da collaboratori di testate locali, privi di tessera da giornalista. Sbagliando, ritengono pertanto di non dover rispondere dei vincoli ai quali sono tenuti gli iscritti agli albi. Chiunque svolga attività giornalistica o informativa, anche temporaneamente, è invece tenuto a rispettare le medesime disposizioni di legge dei giornalisti.

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