09-11-2019 ore 15:30 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Politiche sociali, cambiato il presidente di Commissione. M5s: ‘è un capriccio politico’

Cambio al vertice della commissione Politiche Sociali del Comune. Al posto di Emanuele Coti Zelati (la Sinistra) c’è ora Piero Mombelli (Pd). Sia nella sostanza che nel metodo, un avvicendamento che ha scatenato la reazione del M5S Cremasco: “pensavamo di aver visto di tutto da parte di questa maggioranza e invece abbiamo assistito all'ennesima scorrettezza e prepotenza, possibile grazie solo alla forza dei loro numeri e non delle loro idee”.

 

Uscita dalla maggioranza

“Emanuele Coti Zelati, rappresentante de La Sinistra in Consiglio Comunale, dapprima nella maggioranza che sostiene il governo cittadino e poi uscito da quella stessa maggioranza dopo alcune vicende, venne eletto all'unanimità presidente della Commissione Politiche Sociali a inizio mandato. Questo ruolo è esclusivamente di garanzia, per tutti i gruppi consiliari, e serve per convocare le Commissioni ed assicurarne il corretto svolgimento”.

 

Scrupolosa ricerca

“La maggioranza ha ammesso che Coti Zelati, al di là del pensiero politico, concorde o meno, e delle simpatie personali, ha sempre svolto correttamente il proprio ruolo di presidente della Commissione. Né Regolamento né Statuto Comunale prevedono e regolano la possibilità di sostituire durante il mandato un Presidente di Commissione. La maggioranza ha però voluto agire d'impeto e prepotenza. Talune sentenze di alcuni Tar, ricercate scrupolosamente dal Segretario generale Gianmaria Ventura, prevedono che non sia possibile sostituire il Presidente di Commissione nel corso del mandato; altre sentenze affermano che è possibile farlo solo se si verificano gravi inadempienze (e non è questo il caso); poche altre dicono che è possibile la sostituzione, anche per soli motivi politici”.

 

Forzatura istituzionale”

In sostanza, “la maggioranza si è appellata a questi ultimi pronunciamenti, correndo anche rischio che qualcuno possa impugnare la decisione, con una forzatura istituzionale mai vista prima, mancando di profondo rispetto a quanto prevede e non prevede, il nostro Regolamento e Statuto comunale e, addirittura, il Testo Unico degli Enti Locali. La maggioranza ha i numeri per convocare le Commissioni quando vuole, per discutere degli argomenti che vuole e per garantire il suo funzionamento. Il presidente è solo un ruolo di garanzia e non può decidere nulla, ma l'impeto e l'arroganza di questa maggioranza, che non tollera chi osa contraddirla, ha reso la questione un capriccio politico, con la sola volontà di imporre un loro rappresentante, nella persona di Piero Mombelli”.

 

Astensione delle minoranze

L’unico ad opporsi con un voto contrario è stato il portavoce dei Cinque stelle Manuel Draghetti: Tutto ciò è accaduto con l'astensione, inopportuna e pavida, per entrambe le votazioni, delle altre minoranze. Da segnalare anche come non siano neppure reperibili alcuni verbali delle ultime Commissioni Politiche Sociali, che sarebbero dovuti essere scritti e conservati dal dirigente Angelo Stanghellini, ora in aspettativa. Queste sono situazioni che in un Ente serio e rispettoso delle Istituzioni e dell'osservanza delle regole non sarebbero neppure immaginabili. Questa maggioranza arrogante e prepotente prima se ne andrà a casa, meglio sarà per tutti”.

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