09-08-2019 ore 20:32 | Politica - Dalla provincia
di Andrea Galvani

Tra solleciti, inviti e commozioni, Forza Italia si sta preparando alle elezioni provinciali

Sale la tensione in vista delle elezioni provinciali del 25 agosto. In un comunicato stampa (integrale in allegato) Gabriele Gallina, vice coordinatore provinciale di Forza Italia ricorda che “il candidato del centro-destra è Rosolino Bertoni” e che l’appoggio di Simone Beretta al candidato del centro-sinistra, ovvero Mirko Signoroni, “non stupisce: Beretta non è più di Forza Italia. Ora faccia chiarezza”. Detto fatto. Interpellato, Beretta non ha perso il buonumore men che meno il gusto per la battuta. “La lettera di Gallina? Devo ammettere che mi ha commosso perché io ho scelto nell’interesse del territorio”.

 

I possibili candidati
Vediamo le ‘accuse’. Il primo punto riguarda la fase in cui sono state vagliate le possibili candidature. “Da tempo – scrive Gallina - invitiamo Beretta alle nostre riunioni e iniziative sia provinciali che cittadine, anche per affrontare con lui nelle sedi opportune gli argomenti inerenti la sua posizione nel partito, ma purtroppo non si è mai presentato”. Beretta sostiene di essere stato “molto degnamente rappresentato da Laura Zanibelli. A lei avevo chiesto di ricordare ai colleghi del partito che avrei sostenuto la candidatura del sindaco di Pizzighettone o di Casalmaggiore ma non quella di Bertoni perché troppo divisiva. Dirò di più: venute meno le candidature leghiste di cui sopra, ho proposto varie candidature: dal sindaco di Castelleone Pietro Fiori al presidente dell’area omogenea Aldo Casorati. Anche Gianni Rossoni, sicuro che il sindaco di Offanengo avrebbe potuto rappresentare il centro destra come pochi altri. Dovrebbero essere loro, intendo quelli del gruppo dirigente, a spiegare a me e agli elettori di Forza Italia per quale motivo non sono stati in grado di esprimere un candidato interno e hanno accettato supinamente un candidato sbagliato della Lega, rispetto al quale non ho nulla di personale. Anzi. Spero in futuro di poter continuare a condividere strategie politiche con gli amici della Lega”.
 

La linea del partito
Punto secondo, la condotta e la linea ‘gerarchica’ interna al partito. “Visto che è da alcuni anni che non ti iscrivi a Forza Italia e non partecipi alla vita del partito, perché continui a dichiararti di Forza Italia? Non hai mai condiviso le posizioni con il coordinamento cittadino e provinciale di Forza Italia: perché continui a restare nel gruppo Fi per Crema confondendo i cittadini e gli elettori? Non sarebbe più coerente che tu lasciassi il gruppo?” La replica di Beretta si apre con una battuta fulminante in dialetto e poi si ricompone in una prosa 'istituzionale': “Tutte le scelte operate dal gruppo consiliare di Forza Italia a Crema sono state condivise e anche quando non ero completamente d’accordo mi sono sempre attenuto alle decisioni del capogruppo. Aggiungo: se c’è un gruppo che si è distinto per un’azione seria in consiglio comunale è quello di Forza Italia. Al contrario di altri”.

 

La rappresentanza

Terzo punto. L’ultimo. Gallina chiede le dimissioni di Beretta: “Per serietà e chiarezza politica i consiglieri di Forza Italia non potranno più condividere le politiche del gruppo consiliare con te, quindi gioco forza, siccome nessuno può obbligarti a lasciare il gruppo con cui sei stato eletto, o lasci tu il gruppo Forza Italia per Crema o costringerai i consiglieri a formare un nuovo gruppo”. Non solo: avendo appoggiato il candidato del centrosinistra “a Crema la tua azione non potrà più essere trasparente, ma resterà sempre viziata da questo strano accordo in opposizione al centro-destra”. Beretta replica ricordando di aver “sempre rispettato le regole e di non aver mai condizionato” gli altri due consiglieri azzurri, “sempre che qualcuno pensi sia possibile farlo: se poi loro riterranno di non voler più condividere questo percorso con me perché glielo impone il partito, non c’è problema. Gallina è giovane ma già scarsa memoria. Gli ricordo che quando il partito voleva la Zanibelli capogruppo io ho votato Antonio Agazzi. Posso dire che in tutta serenità queste cose non mi sfiorano. A me i furbetti del quartierino non sono mai piaciuti. Ero ai vertici territoriali di Forza Italia quando Gallina ancora faceva le pizze. Sarebbe utile che imparasse a vincere almeno un’elezione, cosa che né lui né l’attuale gruppo dirigente sembra proprio saper fare. Mentre quando a governare il partito c’erano Rossoni, Jacini, Beretta e Jotta, quando si presentavano le migliori condizioni politiche non hanno mai fallito gli obiettivi. Loro al contrario hanno perso dappertutto per responsabilità loro anche quando le condizioni erano addirittura più favorevoli”.

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