
“La sicurezza del ponte viene prima di tutto e ci sarà la massima attenzione a ridurre i tempi del cantiere e ad accompagnare e sostenere i cittadini, residenti e attività economiche durante tutte le fasi dell’intervento per tutto il tempo necessario”. Così il sindaco Fabio Bergamaschi ieri sera in consiglio comunale, aggiornando rispetto alla situazione del ponte di via Cadorna, chiuso venerdì 5 giugno. Ha spiegato di aver convocato “una conferenza dei capigruppo” subito dopo aver preso la decisione di chiudere il ponte, per informare i rappresentanti di tutte le forze politiche e civiche della città. Decisione “necessaria, alla luce di una comunicazione pervenuta nelle ore immediatamente precedenti dagli ingegneri incaricati della nuova verifica di transitabilità, quale misura cautelativa in attesa dell’esito di tale analisi ingegneristica”.
Tutela della vita
“Lo dico con estrema chiarezza: la sicurezza e la tutela della vita e dell’incolumità dei miei concittadini vengono prima di ogni altra cosa e prevalgono su qualsiasi interesse, specialmente di natura personale. C’è una frase di John Fitzgerald Kennedy, che mi ha sempre colpito: "Un uomo fa il suo dovere, a dispetto delle conseguenze personali, nonostante gli ostacoli, i pericoli e le pressioni: questo è il fondamento della moralità umana". Ci sono momenti della vita in cui si è chiamati a mettere in pratica ciò in cui si crede”.
Sicurezza e viabilità
Il sindaco ha assicurato di aver sempre agito “per bilanciare la sicurezza dei cremaschi con le esigenze della viabilità ordinaria, in un contesto di evidente criticità trattandosi dell’unico ponte urbano della nostra città”. Scelte “sempre basate sulla scienza, sull’ingegneria e sulle valutazioni degli specialisti”. In sostanza, “finché è stato possibile operare in un quadro di serenità, abbiamo tutelato la circolazione stradale, ricercando costantemente la soluzione tecnica migliore per ristrutturare il ponte in modo durevole e con il minor impatto possibile per la cittadinanza”. Parlando della “variante progettuale migliorativa”, Bergamaschi ha ricordato che saranno “dimezzati i tempi dell’intervento da dodici mesi a meno di sei. Sulla scorta dei dati forniti dai tecnici, abbiamo quindi immaginato che la fase di chiusura del manufatto potesse essere concentrata nel periodo estivo. Il buon senso, unito alle indicazioni degli esperti, suggerisce che un cantiere di tale portata, se concentrato nel tempo e posto nel periodo estivo, a scuole chiuse, comporti una netta riduzione dei disagi per la cittadinanza”.
Ulteriori controlli
I report tecnici in possesso ci hanno sempre confortato in merito alla possibilità di procedere alla chiusura del ponte nell’estate del 2027, non avendo potuto farlo già in questa estate 2026, come avrei auspicato, a causa del protrarsi della fase di verifica del progetto esecutivo di riqualificazione del ponte che avevamo ricevuto già nello scorso periodo natalizio. Tuttavia, di fronte alle ultime evidenze tecniche, siamo dovuti intervenire senza esitazioni con la cautela del buon padre di famiglia. La comunicazione pervenuta il 4 giugno dallo studio d’ingegneria specializzato evidenzia la massima urgenza di intraprendere misure specifiche: una mappatura dettagliata del degrado complessivo mediante laser scanner e la messa in opera di un sistema di monitoraggio ancora più evoluto dell’attuale per determinare gli eventuali abbassamenti del ponte. Gli esperti hanno sottolineato che il sistema attuale, pur offrendo misurazioni significative, non è più sufficiente a fronte dell’evoluzione del quadro di degrado del manufatto, che va ulteriormente attenzionato”.
Requisiti minimi
“Non potendo garantire i requisiti minimi di sicurezza – ha sottolineato il sindaco - i tecnici hanno ritenuto necessaria la chiusura immediata dell’opera a ogni tipo di transito, sia veicolare che pedonale, inclusa l’area sottostante al ponte”. I controlli consentiranno di “valutare l’eventuale ripristino della transitabilità, totale o parziale o la sua definitiva impossibilità”. La decisione non è estemporanea, ha aggiunto Bergamaschi, “ma si inserisce in un percorso di monitoraggio costante avviato da anni. Un report dell’aprile 2026 dello studio MTS aveva evidenziato un peggioramento degli stati di degrado legati alla corrosione degli elementi metallici. Sebbene i sensori non abbiano mai indicato il superamento delle soglie di allarme, la prudenza impone ora di non attendere oltre, anche alla luce delle nuove linee guida del Consiglio superiore dei lavori pubblici aggiornate a novembre 2025”.
Variazione di bilancio
“Questa accelerazione ora impone una discontinuità. Se non sarà possibile la riapertura del ponte, dobbiamo rivalutare ogni aspetto, consapevoli delle ripercussioni viabilistiche ed economiche. E affermo fin d’ora l’impegno politico a predisporre una variazione di bilancio per stanziare le risorse necessarie ai ristori per le attività commerciali, in modo commisurato al disagio che sarà effettivamente patito. Non è ancora possibile sapere se, dopo i ricalcoli tecnici che giungeranno a metà dell’estate, il ponte potrà riaprire totalmente o parzialmente, ma il nostro impegno verso la città è chiaro e fermo e sarà adeguato. Ho già incontrato alcuni commercianti e residenti e proseguiremo, valorizzando il dialogo per condividere le decisioni sulle misure di mitigazione del traffico e del disagio economico. Saremo costantemente vicini ai cittadini e manterremo aperto il dialogo con le realtà civiche e politiche per fronteggiare al meglio una situazione di criticità elevata, che la città sta già affrontando con grande senso di responsabilità”.