09-05-2022 ore 15:58 | Politica - Crema
di Gloria Giavaldi

Con Crema riformista uno sguardo alle comunità che valorizzano risorse e persone

“Una realtà sociale, culturale ed economica, che autoproduce localmente l'energia necessaria al suo fabbisogno, usando le risorse del territorio, tutelando i beni comuni e indirizzandosi verso la riduzione della propria impronta ecologica”. Così Fabio Armanasco di Rse (Ricerca sul sistema energetico) ha definito le comunità energetiche rinnovabili, “da intendersi come un'opportunità per il territorio”. Chiamato in sala ricevimenti dalla lista Crema riformista a sostegno del candidato sindaco di centrosinistra Fabio Bergamaschi, ha proposto una relazione tecnica su un tema “tanto attuale, visto il grosso problema della crisi energetica degli ultimi tempi”. Per Fabio Bergamaschi è stata “l'occasione per approfondire un tema che deve vederci tutti impegnati, un modo per apprendere le migliori pratiche al fine di divulgarle anche nel nostro piccolo”.

 

Valorizzare le persone

Introdotte in Italia con legge n.8/2020, le comunità energetiche vengono incentivate anche dalle risorse messe a disposizione dal Pnrr. Ammontano a 2.2 miliardi le risorse rese disponibili in tal senso con priorità ai comuni fino a 5 mila abitanti. “L'obiettivo di questo modello è quello di rafforzare il protagonismo delle persone in un'ottica collettiva, di comunità, per rispondere ai bisogni che questa manifesta e valorizzando le caratteristiche del territorio da questa abitato”. La logica, dunque, viene totalmente ribaltata: ciascuno di noi non risulta più consumatore finale, ma produttore, auto produttore nell'ambito di un contesto più ampio, comunitario. “Un modello di questo tipo agevola la partecipazione al mercato, l'accesso all'energia e contrasta la povertà energetica”. Anche alla luce degli incentivi che vengono erogati e alla possibilità di accesso ad un sistema di detrazioni fiscali.

 

Esperienze utili

Sul tema, a fronte della legislazione europea in materia (due sono le direttive di riferimento), in Italia si è assistito ad un recepimento anticipato, che ha portato anche le regioni a legiferare sul relativo sistema di premialità, per lo più riguardante l'utilizzo e la valorizzazione delle risorse locali con annesso sostegno all'economia del posto. Dal suo punto di vista Rse ha dapprima raccolto adesioni per nuove progettualità e poi mappato quelle già esistenti: realtà che non portavano ancora il nome di comunità energetiche, ma che di fatto questo erano da tempo. Su tutte, quella di Riccomassimo (frazione del comune di Storo in Trentino Alto Adige), illustrata da Laura Borsieri e quella di Magliano Alpi (in Piemonte), illustrata da Sergio Oliviero. In linea generale si registra un numero maggiore di realtà pregresse per lo più nel nord Italia. Le nuove realtà possono, invece, trovare attivazione secondo tre schemi diversi: da parte dell'ente pubblico, oppure dal basso, o attraverso uno schema misto.

 

Nuove sfide

La sfida al momento è tutta da giocare. Tante sono le questioni aperte per le comunità energetiche : dalla valutazione degli impatti, alla necessaria separazione tra il valore economico individuale e le conseguenze per la collettività. Di certo, le esperienze raccontate fanno scuola. “Crema – chiude Bergamaschi – può imparare. I risultati si raggiungono attraverso la volontà e la conoscenza: stiamo mettendo in campo entrambe. Siamo molto determinati nel promuovere la realizzazione a Crema, nei prossimi cinque anni, di più di una comunità energetica, distribuendole nei quartieri, per creare una grande opportunità di risparmio per le famiglie e le imprese, nel quadro di uno sviluppo sostenibile. Questo incontro organizzato da Crema Riformista - Verdi Europei, ci ha dato la possibilità di conoscere da vicino le migliori esperienze italiane, tra le quali vogliamo presto entrare a far parte, trainando in questa sfida l'intero territorio cremasco attraverso una progettualità di Consorzio.it, condivisa con i comuni dell'area omogenea cremasca. Se sarò sindaco, l'attenzione all'ambiente sarà una priorità di Crema e del Cremasco".

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