
“È fondamentale che non solo condanniamo gli atti violenti, ma che rafforziamo l’impegno, come comunità, nel trovare soluzioni concrete atte a garantire una migliore qualità di vita per i nostri concittadini, considerando anche gli ambiti della sicurezza e della coesione sociale”. Inizia così la riflessione della consigliera della lista civica Borghetti sindaco Ilaria Chiodo sull'omicidio avvenuto a san Bernardino nei giorni scorsi, solo dopo aver espresso “ le più sincere condoglianze alla famiglia del ragazzo che ha perso la vita. La fine di una giovane vita è sempre un evento straziante, e il nostro primo pensiero deve sempre essere rivolto alle persone che ne stanno soffrendo”. Rispondendo poi alle esternazioni degli esponenti del centrosinistra, in particolare “al Partito democratico, alla consigliera Teresa Caso e Paolo Losco di Sinistra italiana”, evidenzia che “sebbene sia vero che la violenza è un fenomeno complesso e multifattoriale, non possiamo permetterci di ridurre il dibattito a una mera analisi sociologica. È essenziale riconoscere che esistono alcune criticità importanti che devono essere affrontate strutturalmente e con visione d’insieme. Il contrasto ai fenomeni di violenza, in particolare tra i giovani, deve essere accompagnato da politiche di prevenzione efficaci”.
Degrado crescente
“Nell’enorme dispiacere per la morte di un giovane ragazzo, emerge ancora più che in precedenza la necessità di una riflessione approfondita sulla mancata attenzione alle periferie e sul crescente degrado che attanaglia i contesti abitativi delle nostre case popolari. Il quartiere di San Bernardino, come l’area di Piazza di Rauso a Santa Maria della Croce, è un esempio lampante: i residenti di Via Vittorio Veneto avevano già denunciato più volte episodi di violenza e microcriminalità, evidenziando uno stato di paura e un senso di abbandono da parte, in particolare, dell’istituzione a loro più vicina: il comune. Questa situazione deve portare a un enorme cambio di passo. Le proposte legate alla sicurezza urbana nascono e si sviluppano perché altri ambiti sono in difficoltà: il declino del welfare e il conseguente aumento di problematiche sociali, la crescente incapacità nel gestire la manutenzione urbana nonché la scarsa manutenzione dei servizi abitativi inerenti gli alloggi delle case popolari sono tutti fattori che incrementano i problemi di disordine e degrado”.
“Incapacità di presidiare lo spazio pubblico”
“Anche dichiarare che Crema sia una città totalmente insicura non rispecchia la realtà dei fatti. La realtà è che ci sono zone di Crema che sono state lasciate sempre di più ai margini e che, per anni, non sono state attenzionate da parte dell’amministrazione comunale e delle forze dell’ordine attraverso azioni condivise e strutturate, non solo di contrasto, ma anche di prevenzione ai fenomeni legati alle varie forme di degrado e alle relative conseguenze. Le tolleranza, ad esempio, verso forme di degrado ambientale e abitativo ha reso alcune periferie terreno di coltura di attività delinquenziali: allontanando o eliminando le prime, più difficilmente si realizzeranno le seconde, ma le azioni intraprese fino ad oggi non sono state sufficienti ad eliminare significativamente i fattori criminogeni, ma in alcuni casi li hanno semplicemente spostati verso aree della città meno controllate e protette. Il degrado non nasce dall’oggi al domani, ma è il riflesso dell’incapacità di presidiare lo spazio pubblico”.
Politiche integrate
“Ribadisco quindi, per l’ennesima volta, la necessità di politiche integrate e di ampio raggio da parte della nostra amministrazione comunale, in una prospettiva multidisciplinare e multilivello. Non possiamo limitarci a rafforzare le iniziative legate alla sicurezza urbana; è imperativo anche potenziare le azioni volte a contrastare il degrado urbano e sociale, che ha colpito in particolare alcune aree della nostra città. Solo attraverso un approccio multifattoriale potremo affrontare le radici di questi problemi e costruire un futuro più sicuro e coeso per tutti. Inoltre, la questione dell'inclusione e dell'integrazione è cruciale, ma deve essere accompagnata da un chiaro riconoscimento delle responsabilità individuali e collettive. Non possiamo chiudere gli occhi di fronte a comportamenti che mettono a rischio la vita di altri, né possiamo permettere che la nostra comunità venga percepita come un luogo in cui la violenza può trovare spazio senza conseguenze”.
Sinergia e impegno condiviso
“La mia posizione è quella di promuovere una società in cui ogni cittadino, anche il più fragile, si possa sentire al sicuro, in cui ci sia rispetto reciproco e in cui i nostri giovani possano crescere senza timore. Questo richiede un impegno condiviso: dalle istituzioni, dalle famiglie, dalla società civile. Come consigliere di minoranza, resto aperta al dialogo e alla collaborazione su come possiamo lavorare insieme per migliorare la nostra comunità, affrontando con coraggio le sfide che ci troviamo di fronte senza cadere nella trappola della propaganda o dell'ideologia. Solo così potremo costruire un futuro migliore per tutti”.