08-10-2025 ore 14:37 | Politica - Milano
di Paola Manca

Povertà. Il nuovo piano regionale per rafforzare la rete dei servizi locali vale 161 milioni di euro

La Giunta regionale della Lombardia ha approvato il Piano regionale 2024–2026 per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà. Il provvedimento, adottato su proposta dell’assessore alla famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità Elena Lucchini, di concerto con gli assessori Guido Bertolaso (welfare), Simona Tironi (istruzione, formazione e lavoro) e Paolo Franco (casa e housing sociale), dà attuazione al Piano nazionale 2024–2026 definito dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Per i prossimi tre anni la Lombardia potrà contare su oltre 161 milioni di euro del Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale. La dotazione finanziaria è così ripartita: 147.1 milioni di euro per la quota servizi, destinata a tutti gli Ambiti territoriali, 14.5 milioni di euro per la quota povertà estrema, riservata a 21 ambiti individuati in base alla popolazione e ai livelli di marginalità (tra cui Milano, Brescia, Bergamo, Monza, Mantova, Pavia e Varese).

 

Gli obiettivi del piano

Il piano mira ad aumentare l'accesso all'Assegno di inclusione, rafforzare il pronto intervento sociale, garantendo assistenza anche nei giorni festivi e nelle ore notturne, potenziare le equipe multidisciplinari promuovendo una collaborazione tra comuni, Asst e centri per l'impiego, integrare le risorse del fondo povertà, del Pnrr e del Piano nazionale inclusione per le persone in condizioni di povertà estrema o senza fissa dimora, elaborare linee guida regionali per le dimissioni protette e la presa in carico delle persone senza fissa dimora attraverso equipe territoriali integrate, coordinare le politiche sociali e sociosanitarie, favorendo progetti di vita personalizzati e percorsi di autonomia per i beneficiari.

 

Interventi integrati

“Con queste risorse – afferma l’assessore Lucchini – vogliamo rafforzare la rete dei servizi locali, potenziare i progetti personalizzati di inclusione, attivare nuovi centri servizi e modelli abitativi innovativi, come l’Housing first, e garantire un supporto costante alle persone in povertà estrema e senza dimora. La povertà è una sfida complessa e servono risposte integrate . Vogliamo evitare che le persone più fragili restino ai margini. Per questo occorre mettere a terra interventi coordinati che coinvolgano il fronte sociale, sanitario e lavorativo. La Lombardia vuole promuovere un modello di presa in carico integrata, perché una regione competitiva e innovativa deve saper includere e prevenire le marginalità”. Secondo l'assessore regionale a istruzione, formazione e lavoro Simona Tironi: “questo piano si inserisce a pieno titolo nel quadro delle politiche di contrasto al fenomeno dei Neet, giovani che non studiano e non lavorano e, quindi non contribuiscono al bilancio economico delle loro famiglie”.