08-10-2014 ore 12:05 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Crema, bando di gara per la gestione della piscina fino al 2040. Bonaldi: "non vogliamo svendere, lavoratori tutelati”

"Non è una partita facile, ci rendiamo conto di essere esigenti, ma non vogliamo svendere un impianto né incappare in figure non solide”. Così il sindaco Stefania Bonaldi durante il consiglio comunale di ieri sera ed il dibattito inerente la presentazione del bando di gara per la scelta del nuovo gestore del Centro Natatorio Comunale.

 

Le due fasi

La procedura si svolgerà in due fasi: nella prima verranno sollecitate manifestazioni di interesse, con particolare attenzione alla qualità. Durante la seconda vi sarà la valutazione di merito della parte tecnica ed economica del progetto portato avanti dal privato. Secondo la maggioranza di centrosinistra, nel disciplinare di gara, i criteri garantiscono elevata qualità del servizio, investimenti strutturali, impegno al mantenimento dei rapporti di lavoro in essere e tariffe attente ad anziani, disabili e giovani.

 

Concessione di 25 anni

La durata della concessione sarà di 25 anni decorrenti, indicativamente, dal 1° maggio 2015 al 30 aprile 2040. Il valore economico presunto della concessione, determinato sulla base dei ricavi attuali (€ 1.300.000,00 circa all’anno) e della durata dell’affidamento (25 anni), è pari ad oltre 32 milioni di euro. Gli operatori interessati devono presentare la documentazione entro le ore 12 del 21 novembre 2014 presso la sede di Scrp di via del Commercio 29.

 

Lavoratori

Secondo la delibera, “il futuro concessionario avrà l’obbligo di assumere gli attuali dipendenti di Scs servizi locali Srl alle medesime condizioni, nessuna esclusa, attualmente previste nei contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato relativi al Centro natatorio comunale”.

 

Il dibattito

Data l'importanza e la delicatezza della vicenda, il dibattito in consiglio comunale è stato piuttosto articolato. Per Simone Beretta (Forza Italia), che ha accusato l'amministrazione di “scarsa trasparenza”, si tratta di una procedura “fumosa”, che non garantisce appieno gli attuali lavoratori. Anzi, “per poter risparmiare, il futuro gestore non potrà che intervenire sulla loro riduzione”. Mario Lottaroli (Rifondazione) ha sostenuto che la piscina “è una struttura che va gestita dall'ente locale in house”, chiedendo “attenzione per giovani, anziani e disabili” ha espresso “la propria contrarietà all'affidamento a terzi del servizio”. Per Antonio Agazzi (Servire il cittadino), “con l'ideologia non si riesce ad amministrare la cosa pubblica”.

 

Severgnini, Verdelli, Gramignoli e Guerini (foto © Cremaonline.it)

 

La riorganizzazione

Il Patto civico, per voce di Dante Verdelli, s'è dichiarato favorevole alla delibera, inserita in “un importante processo di riorganizzazione delle società partecipate”, un percorso portato avanti dal sindaco e dall'amministrazione “senza tentennamenti”. Interessante questo passaggio: “Il Comune non ha la possibilità di effettuare investimenti tali da garantire la giusta qualità e prospettiva dei servizi offerti dal centro natatorio, appare lungimirante la scelta di coinvolgere i privati”. Scrp sarà società appaltante e la procedura di gara sarà pubblica, “con tutti i crismi di trasparenza e pubblicità del caso”. Obiettivo importante, ha concluso Verdelli, “è ottimizzare e qualificare il servizio non solo per Crema, ma per tutto il territorio”.

 

Servizio migliore

D'accordo coi colleghi delle liste civiche Walter Della Frera, (Crema bene comune), secondo il quale “non si tratta di una privatizzazione, visto che la piscina resta pubblica e visto che nel bando verranno messi paletti più specifici”. Abbiamo uno splendido impianto – ha aggiunto Della Frera, delegato dal sindaco allo sport – quindi, “se viene efficientato e reso migliore grazie all'intervento del privato, garantendo il controllo pubblico della funzionalità delle piscina, perché non dar corso alla delibera?”.

 

Le scelte sbagliate

Alessandro Boldi (M5S), ha criticato “le cattive scelte del passato che non hanno lasciato alternative a questa delibera”. Ad esempio la piscina ad onde, “una scelta sbagliata che pesa sulle nostre casse”. Favorevole alla delibera, “se le manifestazione di interesse non saranno congrue, possiamo tornare indietro e andare a chiedere ai sindaci del territorio qualche soldo in più”.

 

Il merito e l'astensione

Per Emanuele Coti Zelati (Sel), “il Comune ha il merito di aver preso in carico la soluzione del problema, mostrato attenzione ai cittadini e facendo risparmiare sulla gestione del servizio. Oggi la piscina non riuscirà a stare in piedi a lungo”, ben venga quindi la soluzione in sinergia col privato. Critiche alle forze di opposizione, alle loro “battaglie sui giornali perché il Comune non portava avanti con forza la riorganizzazione delle partecipate”. Minoranza che ora, ha concluso Gianluca Giossi (Pd) “si astiene su una delibera importante come quella attuale”.

 

Il voto

“Non è chiaro, in questa delibera, il mancato obbligo di andarsi ad accollare i debiti. Questi debiti a chi andranno? Qualcuno questi debiti dovrà pagarli, dovrà essere Scs gestioni? Significa che questa società non verrà mai sciolta?. E' un elemento di non chiarezza, che non tutela i comuni del territori” ha sottolineato Laura Zanibelli, (Ncd). La delibera è stata approvata a maggioranza: favorevoli 16, contrari 2 (Lottaroli e Sartori), astenuti 5.

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