08-07-2026 ore 08:35 | Politica - Crema
di Rebecca Ronchi

Viale santa Maria non può riaprire, il comune riattiva l'iter progettuale per il sottopasso

“È emerso un dato che non può essere ignorato: la riapertura del passaggio a livello per Rfi non è autorizzabile. Sappiamo che la Soprintendenza ha sostenuto di aver agito correttamente, non potendo impedire ad Rfi di attuare una chiusura del passaggio a livello, essendo nell’ordinamento normativo più forte l’interesse alla sicurezza della circolazione ferroviaria rispetto all’interesse alla tutela paesaggistica del viale”. Ieri mattina in comune si è tenuto un incontro dedicato al passaggio a livello di santa Maria della Croce. Dopo mesi di dibattito, l'amministrazione ha messo le parti attorno a un tavolo con l'obiettivo di “fare chiarezza, ascoltare tutte le posizioni e consentire ai cittadini di confrontarsi direttamente con chi è chiamato a decidere su questo tema, sostenendo l’ipotesi di riapertura del passaggio ciclopedonale di superficie, verificandone la reale possibilità e la disponibilità di Rfi, che sarebbe chiamata ad attuarla”.

 

I partecipanti

Presenti il sindaco Fabio Bergamaschi, l'assessora al patrimonio Cinzia Fontana, l'assessore ai lavori pubblici Giorgio Pagliari e il dirigente dell'area tecnica Paolo Vailati. Per Rfi, Rete ferroviaria italiana hanno partecipato Paola Barbaglia, responsabile del programma nazionale di soppressione dei passaggi a livello, Livia Balzano, responsabile dell'area Lombardia per la soppressione dei passaggi a livello e Marco Balzarotti, responsabile dell'unità territoriale linee sud di Milano, oltre ai rappresentati dei due comitati cittadini che negli ultimi mesi hanno animato il confronto pubblico.

 

I due comitati

Il comitato promotore della raccolta firme per chiedere la riapertura del passaggio a livello, nel tratto ciclopedonale ha annunciato l'intenzione di proseguire la propria iniziativa anche attraverso un esposto; dall'altra il comitato di cittadini “favorevoli a prendere atto dell'impossibilità della riapertura” e speranzosi si possa “accelerare invece la realizzazione del nuovo sottopasso”, ritenuta dal comune “soluzione definitiva e realistica per ricucire il collegamento diretto tra il quartiere e il centro cittadino”.

 

La posizione di Rfi

Dopo aver illustrato il quadro tecnico e normativo che disciplina la materia, escludendo con nettezza la possibilità di riaprire il passaggio a livello, i referenti di Rfi hanno spiegato che “la riapertura, anche solo ciclopedonale e implementando i sistemi con le tecnologie più moderne, non può essere autorizzata perché comporterebbe un aumento di rischio”. Farà sicuramente discutere il fatto che secondo Rfi “la stazione di Crema dispone di un sottopasso conforme agli standard di sicurezza e accessibilità che consente l’attraversamento dei binari in sicurezza a poca distanza dal viale di santa Maria”.

 

Motivazioni tecniche e normative

Al termine dell'incontro il sindaco Bergamaschi ha commentato: “Abbiamo voluto questo incontro perché riteniamo che le decisioni pubbliche debbano essere accompagnate dalla massima trasparenza e soprattutto per riverificare, tutti insieme, la possibilità di riapertura di un passaggio di superficie sul viale di Santa Maria. Un’ipotesi che sappiamo Rfi, Ansfisa e i programmi ministeriali di soppressione dei passaggi a livello hanno sempre escluso, ma che andava sondata e sostenuta fino in fondo da parte del comune. I cittadini avevano il diritto di ascoltare direttamente da Rfi le motivazioni tecniche e normative che impediscono la riapertura del passaggio a livello e di poter porre precise domande ai soggetti competenti. Ringrazio Rfi per questa disponibilità all’incontro ed entrambi i comitati per il contributo che hanno dato al dibattito: esprimono sensibilità diverse, ma accomunate dall'interesse per il futuro di santa Maria, che tutti insieme siamo chiamati a promuovere alle migliori condizioni”.

 

L'interesse generale

“Ciascuno – ha aggiunto il sindaco - è ora naturalmente libero di percorrere tutte le strade che ritiene opportune, compresa quella dell'esposto annunciato da uno dei comitati, qualora si ritenesse che le autorità preposte debbano essere chiamate a giudicare la corretta applicazione normativa da parte degli enti interessati, ma come amministrazione comunale abbiamo il dovere di assumere decisioni guardando all'interesse generale e alle possibilità concrete che sono in campo. Dobbiamo sbloccare la situazione. Per questo, dopo un confronto che vede rimanere su posizioni differenti le varie parti, compresi gli stessi residenti di Santa Maria, l’incontro ha avuto il merito di chiarire lo scenario, in una logica di rispetto reciproco: chi vorrà procedere con un esposto affronterà questo iter ed è stati esortato a farlo nel più breve tempo possibile; nel mentre il comune riprenderà il percorso di progettazione del sottopasso ciclopedonale, in modo tale che si possa giungere più o meno contestualmente a verificare se ci sia lo spazio per una possibile riapertura ciclopedonale in superficie sul viale, che oggi si conferma tuttavia molto complicata, oppure la possibilità di mettere in cantiere il progetto esecutivo del sottopasso ciclabile”.

 

L'incertezza

“In un modo o in un altro santa Maria, a giudizio di tutti, non può restare sospesa in un limbo di incertezza: il quartiere ha bisogno di una soluzione definitiva, sicura e capace di ricucire un collegamento strategico con il resto della città. La situazione peggiore è quella attuale, una situazione di mezzo che non dà soddisfazione ad alcun interesse, né di tutela paesaggistica, né di comodità nei transiti ciclopedonali. Continueremo ad ascoltare tutti i cittadini, con pari dignità, ma è arrivato il momento di trasformare il confronto in una prospettiva concreta. L'amministrazione comunale, alla luce delle valutazioni espresse dagli enti competenti, conferma quindi l'intenzione di riattivare l'iter progettuale del sottopasso, portandolo a conclusione e verificando nel mentre quale sarà l’esito delle eventuali azioni che annunciate da uno dei comitati. Tutti si sono in ogni caso detti concordi sul fatto che, in un modo o nell’altro, questa situazione transitoria debba essere superata”.