Il comune di Pandino, in rappresentanza del borgo di Gradella con il vice sindaco Riccardo Bosa, ha partecipato all’assemblea nazionale dell’associazione I borghi più belli d’Italia, ospitata quest’anno nella suggestiva cornice di Trevi, in Umbria. I lavori si sono aperti con la relazione del presidente nazionale Fiorello Primi, seguita da importanti interventi istituzionali. Tra questi, il sottosegretario al ministero dell’interno Manuele Prisco e il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenuto con un messaggio letto dal presidente. L’assemblea ha approvato all’unanimità il bilancio consolidato 2025 e il bilancio previsionale 2026 e ha confermato all’unanimità il presidente uscente Primi alla guida dell’associazione. È stato inoltre approvato il nuovo direttivo nazionale, che si caratterizza per un equilibrio tra continuità e rinnovamento, con la conferma di circa metà dei componenti uscenti e l’ingresso di nuove figure provenienti da diverse regioni italiane.
Criticità di Gradella
Di grande valore simbolico la cerimonia del passaggio della bandiera tra Trevi, borgo ospitante del 2026, e Finale Ligure, sede dell’assemblea 2027, svoltasi nel cuore del centro storico umbro. Al di là degli aspetti assembleari, il tema centrale resta quello della sopravvivenza e della vitalità dei borghi italiani, sempre più chiamati a confrontarsi con fenomeni di spopolamento e progressivo indebolimento dei servizi di prossimità. Una riflessione che riguarda direttamente anche Gradella. Le criticità esistono e non vanno nascoste: la progressiva scomparsa delle attività commerciali, la necessità di recupero di immobili storici come la vecchia scuola elementare e gli interventi richiesti sul cimitero sono questioni concrete, sulle quali l’Amministrazione comunale è costantemente impegnata.
Valorizzare il borgo come comunità
Occorre tuttavia evidenziare con chiarezza un elemento strutturale spesso sottovalutato: la quasi totalità del patrimonio immobiliare del borgo è in mano privata. Negli ultimi anni si è registrato un progressivo impoverimento dell’attenzione diffusa alla cura degli edifici e degli spazi, che non può essere attribuito esclusivamente all’ente pubblico. L’amministrazione riconosce pienamente le proprie responsabilità, ma è altrettanto necessario ribadire che la tutela e la valorizzazione di un borgo non possono gravare unicamente sul comune o sull’iniziativa degli abitanti storici. Serve una partecipazione più ampia e consapevole anche da parte della proprietà privata, chiamata a svolgere un ruolo attivo nella conservazione del decoro e dell’identità del territorio.
Difficoltà nell’accesso ai bandi
La particolare condizione di Gradella, borgo riconosciuto ma amministrativamente inserito nel Comune di Pandino, comporta inoltre alcune oggettive difficoltà nell’accesso a strumenti e bandi dedicati ai piccoli centri storici, spesso calibrati su soglie demografiche inferiori ai 500 o mille abitanti. L’esperienza dell’assemblea ha comunque confermato come esistano realtà che, attraverso visione e continuità amministrativa, sono riuscite a trasformare la valorizzazione dei borghi in un reale motore di sviluppo. In questo quadro, l’adesione all’associazione rappresenta soprattutto un’occasione di confronto tra amministratori che condividono sfide simili e la necessità di trovare soluzioni concrete e sostenibili. Gradella e Pandino dispongono di un patrimonio storico, rurale e culturale di assoluto rilievo, a partire dal borgo rurale e dal Castello Visconteo. Queste risorse possono costituire un volano importante per l’economia locale, ma richiedono tempo, investimenti mirati e una strategia di lungo periodo.