08-04-2026 ore 16:32 | Politica - Soncino
di Denise Nosotti

'Centro sinistra unito per cambiare rotta': Vittore Soldo si candida a sindaco di Soncino

Vittore Soldo è pronto a scendere in campo come candidato sindaco di Soncino per il centro sinistra. La coalizione che lo appoggia è composta da: partito democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Italia Viva e Cinque Stelle. La lista si chiama Insieme. “Dopo vent’anni di  governo della città, il centro destra ha terminato la sua spinta propulsiva. In questi anni ha fatto solo l’ordinario. Il paese è in calo dal punto di vista demografico. Nel 2025 sono stati registrati soltanto quarantaquattro nuovi nati e l’amministrazione sta completando la terza scuola materna, che non è sostenibile. Ci vuole un cambio di rotta e una politica sociale di sostegno alle nascite, così come per altri servizi come le scuole e la tassazione che non invoglia le aziende a investire a Soncino”. Saranno dunque tre i candidati sindaci a Soncino: Soldo, Gabriele Gallina e Roberto Grazioli.

 

Conoscere la vita vera delle persone’

Soldo, già segretario provinciale dem, si è presentato ai cittadini attraverso una lettera. “Ci sono momenti in cui senti che non basta più osservare, commentare, dare una mano quando serve. Momenti in cui capisci che è giusto mettersi in gioco in prima persona. Per me questo momento è oggi. Ed è per questo che ho deciso di candidarmi a Sindaco di Soncino.E’ una scelta nata da una riflessione seria e ponderata. Non è una scelta improvvisa: è’ il naturale proseguimento di un impegno che negli anni ho portato avanti cercando sempre di tenere insieme il lavoro, la famiglia e la responsabilità pubblica. Perché credo che amministrare significhi, prima di tutto, conoscere la vita vera delle persone: i tempi della scuola, le difficoltà quotidiane delle famiglie, le scelte di chi lavora o fa impresa, la fatica di chi si trova in una situazione di fragilità e solitudine”

 

Costruire una crescita reale’

“Soncino è un paese straordinario. Lo è per la sua storia, per la sua bellezza, ma soprattutto per le persone che lo vivono ogni giorno. E proprio per questo merita di più. Merita di crescere, senza perdere la propria identità; di offrire opportunità, senza lasciare indietro nessuno; di essere un luogo in cui scegliere di restare, ma anche in cui tornare. La nostra idea è semplice, ma ambiziosa: costruire una crescita reale, fondata su scelte concrete, coordinate e sostenibili, capaci di rispondere ai bisogni delle diverse età della vita e dei diversi momenti che ciascuno attraversa. Dove c’è lavoro dignitoso, ci sono famiglie che possono progettare il futuro. E dove ci sono famiglie, nascono bisogni, servizi, comunità. Porsi questo obbiettivo significa lavorare con attenzione su tutti gli ambiti che rendono una comunità viva. Significa che ogni scelta dovrà essere ancora più responsabile, mirata e sostenibile”.

 

Pnrr e patto di stabilità

“Significa muoversi con lucidità dentro un contesto complesso: gran parte delle risorse passa oggi dall’Unione Europea, il Pnrr si concluderà entro il 2026 e il patto di stabilità è già tornato in vigore, anche se in una forma aggiornata. Sappiamo che questo percorso richiede serietà e visione. Non possiamo permetterci scelte improvvisate, né promesse facili. Per questo crediamo che sia necessario partire da azioni concrete: sostenere chi fa impresa e commercio, aiutare le famiglie nel loro percorso di crescita e nella crescita dei loro figli, incentivare la natalità, rafforzare i servizi. Ma tutto questo non basta, se non mettiamo al centro le persone. Una comunità cresce davvero solo se sa prendersi cura delle proprie fragilità: di chi è in difficoltà economica, di chi vive una disabilità, di chi affronta la solitudine”.

 

Sforzo collettivo

“Crediamo che amministrare significhi aprire, non chiudere. Trasparenza e partecipazione non sono parole, ma metodo: ogni cittadino deve potersi sentire coinvolto nelle scelte, comprendere le decisioni, contribuire quando lo desidera. Chi amministra un Comune deve essere un alleato, capace di semplificare, ascoltare e creare condizioni favorevoli allo sviluppo. Per fare questo abbiamo costruito un programma in sette punti, concreto e realizzabile, fondato su una lettura attenta dei numeri e delle possibilità del nostro Comune. Non è un elenco di promesse, ma un percorso. Un percorso che può portare Soncino a diventare un paese ancora più vivo, inclusivo, capace di offrire qualità della vita a tutte le età e di attrarre nuove energie. Ma, più di tutto, è un percorso che non si può fare da soli. Serve uno sforzo collettivo: la capacità di guardare oltre il proprio punto di vista, di comprendere le esigenze degli altri, di sentirsi parte di qualcosa di più grande. Io sono pronto a fare la mia parte. Con serietà, con rispetto, e con un’idea molto chiara: che amministrare non è occupare un ruolo, ma prendersi cura di una comunità”.