08-04-2026 ore 17:30 | Politica - Crema
di Paola Manca

San Bernardino. Secondo il Pd 'la repressione non basta, è necessario coltivare l'inclusione'

“Di fronte a episodi così gravi, al dolore di un genitore e di un'intera comunità, bisognerebbe prima di tutto tacere e riflettere. Non bastano la condanna morale, per quanto doverosa, né la semplice presa d'atto dell'emergenza. È necessario misurare la profondità del disagio che attraversa una parte del mondo giovanile e interrogarsi sulle responsabilità che, come comunità, gli adulti e le istituzioni hanno di fronte a questi fatti”. Anche la segretaria del circolo cittadino di Crema del Partito democratico, Cecilia Brambini interviene sull'aggressione avvenuta due giorni fa nel quartiere di san Bernardino. “La violenza non può essere ridotta a una questione di origini, né spiegata con un'unica causa. I dati mostrano che si tratta di un fenomeno trasversale, che riguarda i giovani indipendentemente dalla loro nazionalità o provenienza, e che si inserisce in un più ampio quadro di crisi educativa, relazionale e sociale. Negli ultimi anni sono aumentati i reati contro la persona commessi da minorenni e si è aggravata la quota di omicidi attribuiti a giovanissimi, l'ultimo esempio sono i fatti di Fano, dove un ragazzo ha tentato di uccidere l'intera famiglia. Episodi come questo sono la manifestazione di una fragilità che attraversa famiglie, scuole, quartieri e relazioni sociali”.

 

Diverse ragioni

“Le ragioni sono molteplici e complesse: fragilità emotive, assenza di figure adulte credibili, famiglie sotto pressione, scuole non sempre in grado di intercettare il disagio, modelli aggressivi veicolati dai social network e una crescente normalizzazione del conflitto come forma di affermazione. In questo contesto, per alcuni giovani la violenza diventa l'unico linguaggio disponibile per farsi vedere, riconoscere, temere una distorta ricerca di identità, potere o sopravvivenza”.

 

La repressione non basta

“Per questo è sbagliato credere che la sola repressione, o qualche telecamera in più, possano essere sufficienti a meno che non si voglia militarizzare le città e i quartieri, soluzione peraltro del tutto inutile. La repressione è doverosa quando necessaria, ma da sola interviene solo a danno già avvenuto: non previene, non educa, non costruisce. Al contrario, alimenta intolleranza e rabbia. L'esperienza di società molto più punitive della nostra conferma che l'inasprimento penale non elimina la violenza, ma spesso la sposta, la radicalizza o la rende più profonda. La vera sicurezza sociale nasce invece dalla capacità di costruire legami, presidi educativi e opportunità concrete”.
 

'Integrare è accompagnare'

"In questo senso è necessario superare una lettura esclusivamente etnica o securitaria dei fatti. L'integrazione non è mera presenza sul territorio, ma partecipazione piena alla vita comune: scuola, lingua, lavoro, sport, spazi pubblici, relazioni, responsabilità condivisa e tolleranza, a partire dalle famiglie di questi ragazzi. È fondamentale che i giovani si sentano parte della comunità, non semplici ospiti o problemi da gestire. A questo scopo sono indispensabili percorsi di inclusione, accompagnamento educativo, mediazione culturale e un presidio continuativo dei territori. Il Partito Democratico, e in particolare il PD cremasco, ha sempre cercato di farsi carico di queste fratture senza cedere all'imbarbarimento del dibattito pubblico, né alla tentazione di una propaganda fondata sulla paura".
 

Necessario un cambio di paradigma

“È necessario un cambio di paradigma: passare da una politica che si limita a registrare la crisi e ad alzare la voce a una politica che la governa, insieme, senza barricate ideologiche e senza sfruttare i fatti per raccogliere qualche consenso in più. Servono politiche di prevenzione, investimenti nelle scuole, nei servizi sociali, nelle politiche giovanili, nel sostegno alle famiglie, nell'educazione alla cittadinanza e alla gestione dei conflitti. Servono spazi di ascolto e percorsi di orientamento, attività sportive e culturali, doposcuola, opportunità di lavoro nelle aree più fragili, raccordo con le associazioni, con il volontariato e con le comunità di origine straniera, cose da sempre nell’agenda del Pd cremasco, compatibilmente con la sempre maggiore esiguità delle risorse da destinare al sociale. Non solo risposte a posteriori, ma azioni capaci di ridisegnare la qualità della vita comune e questo lo si ottiene collaborando, cercando insieme gli anticorpi a questo malessere”.

 

Creare un clima di accoglienza

"La vera misura della maturità democratica di una comunità non è la durezza delle sue pene, ma la capacità di prevenire la violenza prima che esploda: restituire prospettiva a chi si sta perdendo, includere chi si sente escluso, non temere la diversità, creare un clima di accoglienza anziché erigere muri e barriere. È in questa direzione che il Partito Democratico cremasco cerca di guidare il dibattito e le scelte di questa città, con lucidità, responsabilità e coraggio, nell'interesse delle nuove generazioni e delle loro famiglie, al di là della loro provenienza. Solo così si potranno prevenire atti dolorosi come quello accaduto affinché, spente le luci su questa vicenda, non restino soltanto due giovani vite spezzate e due famiglie distrutte".