08-04-2026 ore 10:23 | Politica - Crema
di Gloria Giavaldi

Crema. 'Il ponte di via Cadorna è una vergogna amministrativa, il sindaco richiami Giossi'

“Inconcludenti e pasticcioni. Non sono mai stati all'altezza della situazione. Parole al vento con pianificazioni immaginifiche. Illusionisti allo stato puro solo che Crema non è un circo, tanto meno un teatro”. Usa un tono pacato, ma tanta determinazione, il consigliere comunale di Noi Moderati Simone Beretta, “per fare il punto su quella che è a tutti gli effetti una vergogna amministrativa: il Ponte di via Cadorna. Riparto esattamente da dove il mio cuore si era fermato . Dall'ultima commissione dove venne presentato il progetto esecutivo del ponte alla quale partecipai e dove per l'ennesima volta ebbi netta l'impressione di trovarmi di fronte a un assessore che menava il can per l'aia dimostrando un pressapochismo amministrativo che onestamente non mi sarei aspettato”.

 

'Il sindaco richiami Giossi'

“Le attuali scelte sul ponte di via Cadorna, che si dimostrano ogni giorno di più scellerate, appaiono solo funzionali a mettersi al riparo da una disfatta alle prossime elezioni amministrative così che dopo tre progetti ci siamo trovati ad avere in mezzo ai piedi pure una pila della quale si sono accorti a distanza di anni”. Beretta rimpiange l'ex assessore Gianluca Giossi e chiede al sindaco di richiamarlo: “invece di occuparsi di buche ed alberelli, il sindaco dovrebbe occuparsi di cose serie. Ricordo solo che mandò via in malo modo, l'ex assessore Giossi, sacrificato dal cinismo politico: non capisco come Bergamaschi con coscienza possa sopportare quella scelta autoritaria, visti i risultati inconcludenti e l'azione amministrativa di Pagliari. Lo dico con amarezza, perchè all'epoca non avevo giudicato malamente l'idea di nominare un assessore decisionista. Tuttavia, non basta mettere alla berlina gli altri, se poi l'unico esito è quello di finire in un cul de sac”.

 

'Errori a gogo'

Quella del ponte di via Cadorna è “una vicenda scandita da errori a go go, a partire da quando l'attuale sindaco fu assessore ai lavori pubblici. Licenziò lui un primo progetto andato a gara per circa 850 mila euro e aggiudicato. Un progetto completamente sbagliato nei presupposti tecnici ed economici, se è vero come è vero che la gara per quanto aggiudicata non ha mai visto la luce del sole. Quindi un secondo progetto da circa 1 milione e mezzo di euro che modificò profondamente il precedente ma senza che cambiassero i presupposti che portarono all'elaborazione del primo. Un altro progetto patacca? Ebbene sì. Dopo, fatto fuori l'assessore alla partita come se fosse colpevole degli errori del sindaco, ecco apparire miracolosamente con il nuovo assessore un terzo progetto che quintuplicava i costi rispetto al primo e triplicava i costi del secondo. Soprattutto un terzo costosissimo progetto che, annullando il secondo, certificava le carenze strategiche e progettuali messe in campo per i progetti precedenti”.

 

I costi lievitano

Anche la terza proposta progettuale, quella oggi oggetto di discussione non appare, a parere di Beretta, risolutiva: “i costi lievitano e i tempi si dilatano. Ora danno l'avvio del cantiere a marzo 2027, ma verosimilmente il ponte non si farà prima del 2028, vale a dire dopo le elezioni. Bergamaschi non si rende conto ancora oggi che l'attuale proposta progettuale che supera i 5 milioni di euro è uno sproposito da far tremare i polsi. Oggi dopo che abbiamo scoperto la pila siamo già vicini ai sei milioni di euro. Accipicchia. Sei milioni senza trovare un milione per un ponte alternativo. Se fosse stato ritenuto buono il secondo progetto ci sarebbero stati addirittura soldi per realizzarne due di ponti provvisori. Un pressappochismo politico ed amministrativo mai visto dalle nostre parti. Cambiare le carte in tavola è diventato lo sport preferito di Pagliari. Ogni volta che lo incontri istituzionalmente presenta variazioni in corso d'opera che annullano le precedenti pianificazioni implementandone di nuove. Altrettanto incerte”.