08-01-2018 ore 15:01 | Politica - Dall'italia
di Andrea Galvani

Regionali. Ufficiale, Maroni non si ricandida: “legge sull’autonomia chiusura in bellezza”

“È stata una legislatura molto importante e impegnativa. Per questo credo il centrodestra vada riconfermato alla guida della Regione Lombardia. L’election day avrà come traino il tema nazionale anche in Regione”. Al termine della Giunta, il presidente della Regione, Roberto Maroni, ha convocato una conferenza stampa e ritirato la propria candidatura. Ha illustrato nel dettaglio quanto fatto durante la sua presidenza: “azioni emblematiche e riforme. Dalla riduzione delle tasse alla riforma del sistema sanitario, la legge contro il consumo di suolo, la legge sulla ricerca e l’innovazione, sostenuta dal 3% del Pil: siamo partiti dall’1,5% e abbiamo attratto investitori globali”. Ha ribadito “il metodo lombardo fatto dalla forte collaborazione tra istituzioni, ovvero Comune di Milano, Regione e Governo per Expo e post-Expo”, definito “un’altra storia di successo”. Tra le principali azioni “la legge sul gioco patologico”.

 

Da floating piers al papa

Per il territorio, “160 nuovi treni e 3 autostrade”. Il piano regionale per la qualità dell’aria, il Pria, “è stato esteso ad altre regioni padane”. Expo, Floating piers (“evento più seguito al mondo nel 2016”) e la visita di papa Francesco “hanno messo la Lombardia al centro del mondo”. Nel Welfare “700 milioni per il piano straordinario, risorse ricavate grazie al lavoro straordinario di Giulio Gallera. Risorse aggiuntive che investiamo e andranno ad aggiungersi a quelli che avremo con l’autonomia”. E ancora “reddito di autonomia lombardo, nidi gratis, bonus famiglia, riduzione del ticket per gli anziani e la dote sport”. Azioni che fanno della Lombardia “un punto di riferimento”.

 

Autonomia e voto elettronico

Il referendum sull’autonomia è stata definita “una sfida epocale”. Il voto elettronico “è a disposizione del governo nel caso volesse utilizzarli alle prossime elezioni”. Aperti 3 tavoli territoriali con 23 materie che possono essere trasferite alle Regioni: “obiettivo è firmare accordo col Governo prima della fine di gennaio. Vogliamo definire quante materie saranno di competenza della Regione e quindi quali risorse aggiuntive”. Col residuo fiscale di “54 miliardi, la Lombardia è la regione più penalizzata in Europa. Siamo i massimi contributori rispetto alle finanze pubbliche. Voglio più competenze e voglio più risorse. Domani sarò a Roma per concludere la fase 1, quella della competenze e aprire subito un tavolo a Milano entro la metà di gennaio per iniziare il confronto sulle risorse e i criteri per finanziare le materie aggiuntive”. L’accordo dovrà “essere ratificato” dal prossimo Parlamento e “non ridiscusso o modificato”.


I candidati e il rischio spelacchio

Il futuro? Il Maroni candidato potrebbe essere ‘sostituito’ da Attilio Fontana, ex sindaco di Varese. Restano in corsa Dario Violi del Movimento 5 stelle e Giorgio Gori del Partito democratico. Allargando il campo, Maroni ha spiegato di aver comunicato da tempo la decisione a Salvini e Berlusconi: “una decisione personale, per la quale chiedo rispetto. Con la politica ho una lunga storia d’amore iniziata con Umberto Bossi. Dura da un quarto di secolo, fatta di sfide, successi e grandi soddisfazioni”. Per Maroni “l’unica preoccupazione è che possa assumere responsabilità di governo uno come Di Maio perché è la Raggi al cubo, se dovesse andare a Palazzo Chigi vedo un rischio concreto che l’Italia finisca come l’albero spelacchio. Un rischio che bisogna evitare. Spero davvero che non avvenga. Metto a disposizione la mia esperienza se sarà necessario. Di certo non andrò in pensione ma per il lavoro fatto e con la chiusura in bellezza della firma dell’accordo per l’autonomia credo possa considerare concluso il mio mandato”. Il candidato del centrodestra? “È stato scelto ieri ad Arcore. Lo conosco bene, lo aiuterò”.  

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