07-10-2019 ore 12:49 | Politica - Dal cremasco
di Andrea Galvani

Trasporto pubblico. Rifondazione contro ‘una politica che non vuole responsabilità’

Commentando la sperimentazione della linea K521 tra Crema e Rogoredo, la segreteria cittadini di Rifondazione comunista sostiene che la “la politica dovrebbe svolgere un ruolo di programmazione, pianificazione e verifica del servizio e non limitarsi a fare il pompiere. La sperimentazione è fallita con i noti disagi per i pendolari”. Al contrario “sarebbe bastato effettuare l’esperimento su una sola corsa. Oltre a ritardi e disagi del nuovo capolinea, i pendolari non hanno potuto utilizzare le fermate lungo la Paullese”.

 

L’inizio delle scuole

“Altro grave errore è stato far coincidere questa sperimentazione con l’inizio delle scuole”. Sono state fatte “modifiche di percorso e orario” anche per le corse scolastiche, senza tener conto dei “differenti orari dei vari plessi”. Rifondazione torna a chiedere “una cabina di regia da inserire strutturalmente nell’imminente bando previsto per il 2020 che determinerà le caratteristiche del servizio bus extraurbano per i prossimi sette anni”. Alla programmazione devono partecipare “rappresentanti dei pendolari, parti sociali, amministratori, agenzia del Trasporto pubblico locale e azienda di trasporto”. Dovrebbero “riunirsi periodicamente e valutare criticità e opportunità in modo di ricalibrare tutto il servizio in base alle reali esigenze dell’utenza e del territorio”.

 

Il ruolo della politica

“L’esperienza della fallimentare sperimentazione mostra ulteriormente come la politica in questi anni abbia sempre di più demandato alle aziende che si sono aggiudicate l’appalto, la pianificazione e la verifica del servizio. I politici locali hanno giustamente sostenuto le lamentele degli utenti (sebbene qualcuno li confonda con dei clienti) e paiono ora voler fare riunioni con tutti i soggetti interessati, lodevole iniziativa che comunque ci pare di facciata, estemporanea e figlia delle forti lamentele; speriamo sia l’occasione per sensibilizzare i vari politici a tutelare il servizio di trasporto del nostro territorio”.

 

Osservatorio chiuso

“Purtroppo anche la buona intuizione di un “Osservatorio permanente della mobilità” che si cercò di attuare nel primo mandato a Crema della Bonaldi e che avrebbe dovuto appunto monitorare e fare proposte sulla mobilità, successivamente venne chiuso e comunque anche prima mai reso realmente operativo, dimostrando come la volontà di partecipazione e pianificazione su questa tematica fosse più una enunciazione che una volontà reale”.

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